BASSANO DEL GRAPPA - LA CHIESA DI SAN MARCO



LA CHIESA DI SAN MARCO



LA SUA STORIA  


di Vasco Bordignon 


Con l’aumento della popolazione, lievitata con la costruzione delle Smalterie Metallurgiche Venete, indusse nel 1938 l’allora Arciprete Angelo Dalla Paola a valutare la possibilità di costruire una nuova chiesa e una nuova parrocchia. Ma ciò si concretizzò molti anni dopo, anche per la morte  dello stesso arciprete il 14 febbraio1947. Era nato a Bonaldo (VR) il 26 dicembre 1890 ed era stato arciprete abate mitrato di Bassano dal 18 settembre 1926. 

L’idea di questa nuova parrocchia venne sostenuta, caldeggiata e portata avanti in modo particolare da don Antonio Dalla Riva, allora cappellano di Santa Maria in Colle  che nel 1957  divenne  responsabile della curazia della erigenda parrocchia e seguì i lavori con grande fervore.

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don Antonio Dalla Riva nacque a Valli del Pasubio il 13 aprile 1914. Venne ordinato sacerdote a Vicenza il 23 maggio del 1937. Fu vicario cooperatore ad Agugliaro, Recoaro, S. Stefano di Vicenza e a Quinto. Nel 1947 venne trasferito a Bassano del Grappa al seguito del nuovo arciprete-abate mons. Egidio Negrin, e vi svolse il suo servizio sacerdotale per 36 anni. Morì il 5 aprile del 1983.


Infatti nel numero di gennaio del 1957 del bollettino parrocchiale “Vita Parrocchiale di S. Maria in Colle, Bassano del Grappa”, iniziato nel luglio del 1947, don Antonio inaugurò una nuova rubrica “La nuova Chiesa di Viale Venezia”, nella quale, per ben quattro anni, venivano riportati i fatti più salienti della vita della futura parrocchia di San Marco.  Si legge ancora nel numero di ottobre 1957 “ Qualcuno dice che don Antonio ha assunto ormai l’aria di un capomastro, tanto sono frequenti le sue visite ai lavori. Non è vero che si dia l’aria di un capomastro, ma è pur vero che se per fare la chiesa fossero sufficienti la fede e il desiderio, quelli di don Antonio sono tali che la chiesa sarebbe già in piena efficienza”.

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La chiesa venne iniziata con la posa della prima pietra il 29 giugno del 1957 (immagine) e nel Santo Natale dello stesso anno Don Antonio celebrerà la santa Messa nella cripta della nuova chiesa.

Da varie testimonianze orali ci si attendeva la nomina di don Antonio come nuovo parroco e che la dedicazione della chiesa fosse a Maria Immacolata. Invece venne scelto un sacerdote esterno a Bassano nella persona di don Rigo Triban il quale volle dedicarla a San Marco, collegandolo, in un certo qual modo, alla vicinanza della grande arteria vicina, cioè il Viale Venezia.

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Ma chi era Don Rigo Triban, primo parroco della Chiesa di San Marco? Era nato il 2 gennaio 1926 a Villa Elloisa, in provincia di Santa Fè (Argentina).  La sventura colpì la sua famiglia, privando del padre quattro creature in tenera età, lontano dalla patria tra i disagi della gente che emigra. La mamma nel 1930 riportò i figli nella terra di origine – a Sossano – ed ivi con sacrifici e grande saggezza li educò alla rettitudine e al santo timore di Dio.

Fu cresimato il 29 settembre 1932 da S. Ecc. Mons. Ferdinando Rodolfi ed ammesso alla prima Comunione  il 7 maggio del 1933.  Frequentò le prime tre classi del Ginnasio presso il Seminarietto della Cattedrale di Vicenza, le altre nel Seminario diocesano. Ordinato Sacerdote nel 1948, fu cappellano a Noventa Vicentina, a S. Caterina di Vicenza. Quindi passò come Vicario Cooperatore e poi Vicario Economico a Barbarano. Don Rigo Triban chiuse il suo cammino terreno il 26 febbraio 2013. 


L'EDIFICIO 

L’opera è stata progettata dall’architetto bassanese Gino Ferrari, il quale la illustrò così:“ La zona industriale e residenziale che si estende ad est di Viale delle Fosse ( che si può considerare il baricentro urbanistico della città di Bassano) zona che ha il suo asse maggiore nel Viale Venezia e che a sud si estende fino ai nuovi quartieri di Ca’ Baroncello e a nord fino ai confini del Comune  verso Romano, è ora, in parte, provvista di un adeguato centro di vita religiosa”.

“Criteri di progettazione. Il progetto della nuova Chiesa  Parrocchiale è stato concepito tenendo fede in modo organico ad alcuni criteri estetici, strutturali e pratici, osservando scrupolosamente le norme e le indicazioni di ordine generale e particolare della Liturgia. Innegabile un certo richiamo a una tradizione, in particolare medievale (Chiese di tipo Francescano); una tale suggestione non è passivamente ricevuta, ma costituisce per così dire il sottofondo, su cui elementi del tutto nuovi agiscono, per cui tale edificio vuol essere una espressione sincera di architettura del nostro tempo, lontana da ogni sterile esercitazione di stile”.

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“L’edificio si sviluppa simmetricamente rispetto all’asse longitudinale, con una pianta a croce latina di forma particolare, dovuta a criteri di funzionalità, tendenti ad ottenere nell’interno della navata la maggiore partecipazione dei fedeli ai riti che si svolgono nella zona absidale.

A tale scopo la navata si allarga dall’ingresso, preceduto da una copertura pensile, verso il transetto; contemporaneamente il piano del pavimento si abbassa con due gradini per consentire la migliore visione ai fedeli posti in fondo alla Chiesa; il piano dell’abside è ancora sopraelevato, le due cappelle laterali vengono disposte su un asse non normale, ma inclinato rispetto all’asse della Chiesa, in modo che le funzioni che svolgono agli altari secondari vengano seguite dal massimo numero dei fedeli”. (immagine sopra)

“La conformazione dell’edificio realizza quindi condizioni di ottima visibilità dell’altare maggiore da tutti i punti della Chiesa e consenta la migliore utilizzazione dello spazio riservato ai fedeli, la cui maggior parte viene accolta verso il transetto e il presbiterio. Il vano della Chiesa dunque, non è rigidamente impostato entro schemi geometrici elementari, e le forme che si ottengono non sono arbitrarie né inconsuete, ma scaturiscono da una meditata interpretazione del fine principale dell’edificio sacro, che è quello di servire ai fedeli per esercizio pubblico del Culto”.

“Particolare studio si è dedicato all’illuminazione naturale dell’invaso che viene realizzata: nella navata,  mediante una serie di vetrate triangolari che illuminano di luce radente l’intradosso della copertura, integrate da due finestrature verticali su due fianchi, rivolte verso la zona absidale; nell’abside mediante una fonte di luce indiretta dall’alto”.

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chiesa in costruzione

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la chiesa alla fine dei lavori 

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Interno della chiesa 

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Presbiterio con evidenza del grande crocefisso e dell'altare pre-conciliare

La chiesa fu terminata nel 1961, e fu benedetta il 25 aprile 1963.

La nuova parrocchia fu eretta il 4 novembre 1963, dedicata a San Marco Evangeslita.

Il 19 marzo del 1964 vi fu l’ingresso del nuovo parroco don Rigo Triban.

Nel 2005-2007 si realizzò il risanamento della facciata della Chiesa da parte dell’architetto Giacomo Andriollo.

Nel 2014-2015 lo stesso architetto procedette con dei lavori all’interno della chiesa per adeguarla alle normative liturgiche espresse dal Concilio Vaticano II.

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l'interno durante i lavori di adeguamento

(immagine dal Giornale di Vicenza del 10 settembre 2014) 

E’ stato per questo motivo eliminato l’altare principale preconciliare sostituito da un nuovo altare in posizione più avanzata rispetto al precedente, è stata modificata la posizione del battistero che è stato posizionato davanti all’entrata principale in modo che i fedeli lo incontrino appena entrati in Chiesa ricordando il loro Battesimo attraverso il quale sono entrati nella Chiesa di Dio. Altri interventi hanno riguardato gli altari laterali e l’ambone.  (immagini sottostanti) 

Nella notte di Natale del 2014 la chiesa è stata consacrata.


LA CHIESA DI SAN MARCO OGGI



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come si vede, l'altare è rivolto verso i fedeli

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l'insieme dell'aula, vista dal presbiterio 

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il crocefisso ligneo posto in alto a confine tra presbiterio e l'aula dei fedeli 

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(senza parole!)

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il fonte battesimale posizionato all'entrata principale della chiesa . Nella base del bronzetto vi è la firma "Domus Dei", azienda di Pomezia (RM) che dal 1963 progetta e realizza opere ecclesiastiche e civili. 

Interessanti i quattro smalti di Oscar  Fedetto (Padova 1926 - Bassano del Grappa 1974) riguardanti i simboli dei quattro evangelisti 

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gli evangelisti Giovanni  e Matteo

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gli evangelisti Marco e Luca 


LA VIA CRUCIS 


Nel 1965 vennero poste le 14 stazioni della Via Crucis, in terracotta, ciscuna 50x33x9 cm circa, poste in due gruppi di 7 per parete della navata principale, tra loro speculari. Sono opera dello scultore  Danilo  Andreose (Agna (PD), 09-08-1922 - Bassano del Grappa 19-03-1987).

Le formelle di terracotta sono state poste su un riquadro ligneo di 70x70 cm. Questo allestimento - come scrive Ilaria Tosin nella sua monografia - le rende "non sempre ben leggibili nei particolari, sia per le ridotte dimensioni, sia perché posizionate ad una certa altezza, sia per il groviglio dei corpi che sembrano confondersi tra loro”. Per evidenziare la bellezza di queste opere ho cercato di far risaltare solo le figure delle varie stazioni, dando una visione a mio parere più efficace e più viva

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PRIMA E SECONDA STAZIONE

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TERZA E QUARTA STAZIONE

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QUINTA E SESTA STAZIONE

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SETTIMA E OTTAVA STAZIONE

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NONA E DECIMA STAZIONE

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UNDICESIMA E DODICESIMA STAZIONE

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TREDICESIMA E QUATTORDICESIMA STAZIONE



I BASSORILIEVI DELLA FACCIATA  


Nel 1971 la facciata della chiesa è stata ornata da  due bassorilievi (ciascuno a lato della porta d’ingresso principale) in marmo rosso di Valbella.

Nel bassorilievo di dx al centro vi è la Crocefissione di Gesù. La croce viene sorretta dallo stesso Dio Padre, quasi a ricordare la Crocefissione di Jacopo Dal Ponte. Sotto la croce ci sono San Marco con il suo Vangelo in mano e San Pietro con le chiavi del regno.

Nel bassorilievo di sx al centro vi è la figura di San Marco evangelista con accanto il simbolo del leone.

Sono opera dello scultore Danilo Andreose. 


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il bassorilievo di destra 

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il bassorilievo di sinistra 

(NB. ho lasciato la diversità di colore tra sinistra e destra, perchè ciò riflette la diversità di luce solare della facciata nelle diverse ore della giornata.)

Ognuno di questi bassorilievi di grandi dimensioni (230x340 cm) le figure centrali suddette sono circondate da una serie di episodi della vita dell'Evangelista. Ho avuto tra le mani uno scritto che commenta 9 di questi episodi, iniziando dal bassorilievo di destra descrivendone tutti e sei gli episodi, e descrivenendone i tre episodi del bassoriievo di sx, quelli posizionati verso la porta d'ingresso. Gli altri non saprei commentarli, potrebbero essere relativi a miracoli del Santo.

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1° EPISODIO. Nel secondo Vangelo, al capitolo 14° che racconta l'arresto di Gesù nell'orto del Getsemani e notte fonda, c'è un singolare fatto di cronaca, che molti esegeti interpretano come la firma in crittogramma dell'autore del Vangelo stesso. "Tutti gli undici apostoli allora, abbandonando Gesù, fuggirono. Un giovanetto però lo seguiva rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo" (Mc 14,50-52). l particolari permettono di conoscere l'audace adolescente. Stava dormendo quando qualcuno lo svegliò, annunciandogli che Gesù era nei guai; si cinse i fianchi con il lenzuolo e corse là dove Gesù era solito pregare. Fu spettatore della fuga degli amici del Maestro il quale però aveva chiesto ai soldati di lasciarli andare (Gv 18,8). Volle seguire dappresso la frotta delle guardie che circondava Gesù legato, rischiando di essere ritenuto un suo amico. Difatti uno della plebaglia lo fermò; egli scattò via lasciando il lenzuolo. Nudo rientrò in casa dove la mamma Maria lo attendeva in ansia. Ella seppe dal figlio, Giovanni Marco (un nome ebraico e un nome latino come era frequente a quel tempo), del bacio del traditore, del colpo di spada di Pietro, della sparizione di tutti. 

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2° EPISODIO. Maria era proprietaria di un'accogliente casa a Gerusalemme e dell'annesso orto degli ulivi. Nella grande sala della casa fu consumata l'Ultima Cena e lì si radunavano gli apostoli dopo la Passione e fino alla Pentecoste. Era una donna coraggiosa: rimasta vedova, si prese cura del figlioletto Marco; incominciò ad ospitare i credenti in Gesù risorto, che formeranno la primitiva comunità cristiana. Da lei si rifugerà l'apostolo Pietro quando fuggirà miracolosamente dalla prigione (At 12, 1-17). Pietro affettuosamente si attribuì la paternità spirituale di Marco perché a Gerusalemme l'aveva catechizzato e battezzato nel nome di Gesù.

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3° EPISODIO.  Ispirazione e stesura del Vangelo. Marco divenne fedele collaboratore di Paolo e non esitò di seguirlo a Roma e rimase nella capitale al servizio di Pietro e questi nel 60, nella sua prima lettera da Roma, salutando i cristiani dell'Asia Minore, invia anche i saluti di Marco: "Vi saluta la comunità che vive in Babilonia (Roma) e anche Marco, figlio mio". Durante gli anni trascorsi accanto al Principe degli Apostoli, Marco trascrisse la narrazione evangelica di Pietro, senza elaborarla o adattarla a uno schema personale, cosicché il suo Vangelo ha la scioltezza, la vivacità e anche la rudezza di un racconto popolare. Nel suo cuore restano i vivaci racconti di Pietro che ripeteva le avventure vissute con Gesù evidenziando i personali rapporti con lui, particolarmente quando faceva una figura meschina. Si vede la figura del leone, simbolo iconico perché il suo Vangelo inizia con la voce di san Giovanni Battista che, nel deserto, si eleva simile a un ruggito, preannunciando agli uomini la venuta del Cristo.

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4° EPISODIO. Affermatosi solidamente la comunità cristiana di Roma, Pietro inviò il suo . discepolo e segretario nella metropoli alto-adriatica di Aquileia - capoluogo della Regione Venetia et Histria, per curare l'evangelizzazione dell 'area nord-est. Marco convertì Ermagora, diventato poi primo vescovo della città.

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5° EPISODIO. Pietro manda Marco ad evangelizzare Alessandria d'Egitto diventandone il primo vescovo. La tradizione ecclesiastica unanimemente riconosce a Marco l'onore di aver recato il Vangelo di Gesù nella terra dei Faraoni, predica ai pagani e agli ebrei e compie miracoli. Non si può non ricordare la grande tela di Gentile e Giovanni Bellini raffigurante la Predica di San Marco ad Alessandria. I pagani e forse anche gli Ebrei alessandrini l'accusano di magia e lo fanno condannare a morte. Gli legano una corda al collo, lo gettano a terra e lo trascinano per le vie della città, un giorno intero, fino a Bucalo o Bucoli, una località poco distante. Qui lo uccidono. Probabilmente è il 25 aprile del 68 o 72. l cristiani lo seppelliscono e onorano la sua tomba con un santuario che diviene ben presto meta di pellegrinaggi. L'invasione islamica dell'Egitto (642) toglie la libertà di culto.

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6° EPISODIO. I mercanti veneziani da sempre hanno cercato di fare i loro interessi economici con i greci cristiani; era loro proibito mercanteggiare con gli arabi mussulmani che avevano dilagato nel mediterraneo. Essendo profondamente religiosi si interessavano agli oggetti sacri, in particolare alle reliquie dei profeti e dei martiri, e li acquistavano a meno che fossero bottino di guerra. Nelle regioni invase dall'islam i veneziani si facevano quasi un dovere morale di trafugarle per rendere loro l'onore dovuto e per arricchire la loro città che non aveva avuto martiri. Una flotta di dieci navi veneziane, spinte dal vento, dovettero approdare ad Alessandria d'Egitto. Approfittarono per fare affari.  I pii mercanti  Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, conosciuta la tomba dell'evangelista Marco, si sentirono legittimati a rubare il corpo ad ogni costo e con ogni rischio.

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7° EPISODIO. Nell'828 i due mercanti veneziani su citati s'impadronirono delle reliquie dell'Evangelista. Escogitarono un espediente semplice ma efficace per sottrarsi a qualsiasi ispezione dei funzionari islamici all'imbarco nel porto di Alessandria. Presero una cesta, vi depositarono un fagotto con i resti mortali, li coprirono con verdure e con pezzi di porco, animale immondo per l'Islam. Giunsero a Venezia il 31 gennaio 828 superando una tempesta e l'arenarsi su una secca.

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8° EPISODIO. Le reliquie furono accolte con grande onore dal doge Giustiniano Partecipazio e da tutto il popolo, accorsi sulla riva del mare ad aspettare l'arrivo della nave con il corpo del Santo. All'arrivo della nave tutte le imbarcazioni formarono un grandioso e devoto corteo acqueo per accompagnare le reliquie fino alla riva del Castello Dogale. L'intenzione era di deporre il corpo nel palazzo, ma durante il trasporto il corpo divenne sempre più pesante, tanto che ad un certo punto nessuno fu più in grado di sollevarlo. Il doge interpretò l'evento come un segnale che il santo voleva essere deposto in quel luogo, accanto alla sede del governo statale a significare che San Marco non rappresentava un mero bottino sacro del quale vantarsi e dietro al quale trovare protezione, bensì una presenza viva della voce di Dio accanto agli uomini. Il Doge fece perciò voto in Senato di edificare una chiesa nel posto dove la cassa si trovava. Dante nel suo memorabile poema scrisse: "Cielo e mare vi posero mano", ed effettivamente La Basilica di San Marco è un prodigio di marmi e d'oro al confine dell'arte.

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9° EPISODIO. Nella rivolta popolare del 972 vengono incendiati il palazzo ducale e la cappella dei santi patroni; si perde così la traccia del posto ove era custodito il corpo di San Marco. La cerimonia della dedicazione e consacrazione della nuova basilica, avvenuta il 25 aprile 1094, fu preceduta da un triduo di penitenza, digiuno e preghiere, per ottenere il ritrovamento delle reliquie dell'Evangelista. Dopo la Messa celebrata dal vescovo, si spezzò il marmo di rivestimento di un pilastro della navata destra, a lato dell'ambone e comparve la cassetta contenente le reliquie, mentre un profumo dolcissimo si spargeva per la basilica.

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10° EPISODIO

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11° EPISODIO 

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12° EPISODIO

[se qualcuno ha notizie riguardanti questi ultimi tre episodi, sarei assai felice]


LE VETRATE ARTISTICHE

Nel 1974 vennero posizionate nel presbiterio le vetrate raffiguranti immagini e simboli della fede, la Madonna nella facciata ovest, e quelle riguardanti gli Evangelisti nella parte alta del transetto, opere queste come le successive di Angiolo Montagna (Cornedo Vicentino 22-02-1920 - 25-01-1998, importante pittore del Novecento).

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vetrate presbiteriali (parte centrale di sx e di dx)

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transetto, in alto a dx gli Evangelisti Luca e Marco

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transetto, in alto a sx  gli Evangelisti Giovanni e Matteo  

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la parete ovest con l'immagine della Vergine Maria che schiaccia la testa al serpente

Nel 1982 vennero posizionate le vetrate colorate dei finestroni della navata.

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I DIPINTI 

Come accennato nell storia della Chiesa, gli interventi dell'interno della chiesa, modificarono il presbiterio, gli altari laterali ecc. Vi furono varie proposte. Alla fine venne accolta la proposta di posizionare dietro all'altare conciliare un pannello impreziosito da cinque dipinti che raccontassero gli elementi essenziali della storia della Salvezza per mezzo di Cristo. 

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i cinque dipinti misurano ciascuno 100x100 cm, e sono eseguiti con tecnica mista

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l'annunciazione e la nascita di Geù 

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la crocifissione e la sepoltura 

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la resurrezione di Gesù

Anche gli altari laterali subirono modifiche e oggi li troviamo caratterizzati da due grandi quadri, rappresentati a sinistra dalla Cena di Emmaus dove vi è anche la presenza del Tabernacolo  e a destra dalla Madonna Assunta. Tutti i dipinti sono opera dell'artista bassanese Angelo Sartor (Bassano del Grappa 22-05-1941).

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il dpinto misura 260x180 cm, circa

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il dipinto misura 380x180 cm, circa


* ringrazio l'architetto Giacomo Andriollo che con (tanta) pazienza mi ha aiutato in questo lavoro. 

** per conoscere Danilo Andreose, Angiolo Montagna, Angelo Sartor in questa stessa sezione alla voce PERSONE ci sono dei file di approfondimento.


FONTI DOCUMENTALI

Andreose Scultore  1922-1987 - Gilberto Padovan Editore, 1993.

Angiolo Montagna. Un maestro dell'astrattismo veneto. Comune di Vicenza, 2010.

Bassano nella storia. La religiosità. Giovanni Mantese, Bassano 1980.

Danilo Andreose (1922-1987) Scultore e Ceramista - Incontri Scrimin , 2004.

Egidio Negrin Vescovo - Mons. Fausto Rossi, EDIC – Roma s.d. (ma 1984).

La Diocesi di Vicenza 1981. Panorama storico organizzativo della Diocesi e delle Parrocchie al primo gennaio 1981. Stato personaledel Clero al 30 novembre 1981, Curia Vescovile, Vicenza.

La nuova parrocchia di San Marco al nuovo Parroco. Opuscolo in occasione dell'entrata come parroco di Don Rigo, Tipografia Minchio, Bassano, 19 marzo 1964. 

L’ILLUSTRE bassanese – Don Antonio Dalla Riva,  n° 111, Gennaio 2008, Editrice Artistica Bassano.

Ricordo di don Antonio Dalla Riva. Vita Parrocchiale, Maggio 1983. Numero speciale della Parrocchia di S. Maria in Colle - Bassano del Grappa.