PERSONE - PISTORELLO GINO - Bassano d. G. 29-01-1923 - 02-09-1998 - 01 - LA SUA VITA

GINO PISTORELLO detto PISTO

Note biografiche

a cura di Vasco Bordignon

1923 - 29 gennaio - Nasce a Bassano del Grappa in Borgo Angarano da Giacomo e da Amelia Fontana. Dal padre, un abile sbalzatore di rame prenderà l’estro del disegno, dalla mamma, una sarta, bravissima a poetare, quello della poesia.

Dopo le elementari, studia all’Istituto tecnico, poi alla scuola per geometri.

1940 – Appassionato di natura e di libertà, attratto fin da piccolo del volo aereo, anche solo di un aquilone, consegue la patente di volo a vela e così può librarsi nel cielo con un aliante.

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1942 – Siamo nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale e a 19 anni viene chiamato alle armi e da allora sarà sempre orgogliosamente un Alpino.

1945 e anni seguenti - Quando torna a casa, il periodo post-bellico è complicato, è difficile trovare un lavoro.  Amici e parenti gli “fanno strada” fino agli sportelli dell’Esattoria della Cassa di Risparmio, a due passi da casa. Qui però cartelle, numeri, conti non gli sono confacenti, si sente ammalare, e allora scappa in montagna ogni volta che sia possibile e qui trova la sua aria pura, rilassante, amica.

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Va via ben presto dall’ambiente esattoriale, fa per poco tempo anche il segretario scolastico, il ceramista e infine trova lavoro come disegnatore litografo nelle Smalterie Metallurgiche Venete [immagine sovrastante, anni '50] dove viene apprezzato sia per il suo lavoro sia per disegni, scritti, interventi scherzosi sul foglio periodico dell’Azienda.

Intanto inizia a frequentare ambienti culturali, lega amicizie con disegnatori e pittori, ma anche appassionati dello scrivere, della poesia, della comunicazione.

Si diletta nel tempo libero a produrre qualche pezzo di rame, “sporca” qualche tela, si cimenta in qualche poesia sia in dialetto che in lingua.

1951 - 6  giugno. Nasce ufficialmente il C.A.B. , Circolo Artistico Bassanese. I primi soci fondatori furono oltre al nostro poeta-pittore anche i pittori Ennio Verenini e Vito Pavan, i ceramisti Federico Bonaldi e Romano Carotti,  gli scultori Danilo Andreose,  Toni Fabris e Sergio Schirato, la tessitrice Renata Bonfanti, l’intarsiatore Andrea Remonato. 

1952 - Espone alla Biennale Nazionale di Novara, selezionato con altri 21 espositori da una giuria composta da Casorati, Sironi e Carena.

1953 - 27 giugno. Si sposa con Giovanna Rodeghiero, la sua Giannina.

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1961 – Pubblica Strissi e ciacoe, stampato dalla Tipografia Vicenzi di Bassano. 

1964 – Viene invitato a partecipare alla Biennale di Venezia per le Arti Decorative con sei smalti su rame, che emigrarono in Australia con il loro acquirente.

Da qui inizia ad essere certo che la sua vera strada sia quella dell’arte.

1964. 17 dicembre. Troviamo Gino Pistorello nelle cronache dell’allora Coro A.N.A. Montegrappa Bassano quando componenti del Coro ebbero  l’idea di fare una serata che non fosse solamente una monotona esecuzione di cante alpine: pensarono così di raccordare tra di loro le varie canzoni con una storia raccontata da due “veci alpini” che rievocavano le molte notti trascorse di Natale con ricordi della propria vita. La serata venne chiamata “La leggenda di Natale”. I racconti fra i due “veci” magistralmente interpretati da Gino Pistorello e da Primo Luigi Soldo furono alternati ai brani eseguiti dal Coro. Fu un grande successo.

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Troveremo poi il Pisto molte altre volte sia partecipando con la declamazione di sue poesie in vari concerti del Coro, come pure in vari incontri conviviali dove non mancava di esprimere la sua verve poetica e ironica.

1966 – Si classifica secondo al concorso triveneto di poesia dialettale “Il Grappolo d’oro” di Bardolino, con lo pseudonimo di ”Alpino”.

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oggetto in rame e smalti, cm 16x8

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paesaggio natalizio, piastra in ferro e smalt, cm 10x10

Fine anni ’60 - Lascia il lavoro alle Smalterie, compra un forno e si mette in proprio producendo ora smalti, ora qualche pezzo di ceramica, un dipinto, ecc. e anche qualche composizione poetica, che di tanto in tanto inviava ad un concorso,  e non tardarono ad arrivare i premi.

1970 – Riceve il “Premio Abano” di poesia presieduto da Diego Valeri. Lo stesso Valeri consegnandogli il premio gli fece un lusinghiero commento, paragonandolo all’affermato poeta veronese Berto Barbarani.

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1971 – Pubblica Poesie per il Lions Club, Grafiche Moro, Cassola.

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la "mitica" foto fo Giovanni e Orlando Zanolla

1973 – 29 gennaio. Da questo giorno del suo cinquantesimo compleanno non si raderà più la barba che diventerà una imponente cornice al suo volto.

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una pagina dell'invito alla mostra 

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piccione, olio su tela, cm 40x50 (1973)

1974 - 16 febbraio. Viene inaugurata alla Galleria d’arte ILFIORE  una mostra di 15 suoi quadri, descritti nella presentazione “Quindese tee sporcae dal Pisto”.

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1974 – Pubblica Poesie, stampato dalla Tipolitografia Minchio di Bassano, dove i testi poetici sono resi più piacevoli alla lettura (come scrive G.P.) dalle opere di Borghi, Bosco, Brado, Breggion, Dalle Molle, De Poli, De Rossi, Domestici, Fedetto, Fiocchi, Furlan, Galuppo, Magnolato, Maso, Pavan, Salmaso, Voltolina e Zanellato. Il libro è senza data, ma comunque è del 1974.

1975. Da questa data Gino Pistorello abbandona del tutto rame e smalti, probabilmente per l’inizio della malattia alle mani (artrite reumatoide), che gli impedisce  tanti movimenti.

Si lascia coinvolgere allora pienamente dalla poesia che diventa tutt’uno con se stesso e con le sue emozioni, con la sua sensibilità, con il suo io più profondo, più radicato forse a quel mondo che stava piano piano scomparendo, transitando da un mondo agricolo al mondo industriale e quindi dalla scomparsa, in generale, dei valori umani solidaristici propri del mondo sociale rurale ad altri molto più egoistici e individualistici della competitività industriale ed economica.

1977 – Primavera. Prende il via la prima edizione del premio “Aque slosse”, idea nata da Eusebio Vivian, nell’autunno del 1976 per valorizzare le lingue parlate dalla gente, cioè i dialetti, in particolare quelli del Triveneto.  Il nome “Aque slosse” nasce sia per provocazione che per metafora da una fonte jodo-salino-solforosa della collina bassanese da tempo abbandonata.  Infatti l’”aqua slossa” è un’acqua stagnante, maleodorante ma ricca tuttavia di fermenti vitali, come lo sono anche le nostre tradizioni.

Gino Pastorello è il primo commissario di questa manifestazione e lo farà per altre due volte

1977 – Per il Giornale di Vicenza pubblica ogni settimana, la domenica, una poesia.  E non sempre al sabato sera l’aveva portata al giornale. Allora come scrive Roberto Cristiano Baggio bisognava un po’ supplicarlo altrimenti lo spazio dedicato nel giornale sarebbe rimasto vuoto. Brontolando si ritirava allora in casa e dopo una mezzora usciva con la poesia!

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1979 – Esce la raccolta 52 Domeneghe, pubblicato a Milano dai Fatebenefratelli.

1992 – Natale. Espone al Pick Bar una serie di acquerelli. Gli acquerelli, per la loro scorrevolezza, restavano la sua unica risorsa artistica perché a causa dell’artrite reumatoide le sue mani erano sofferenti e non riuscivano più né a scrivere né a dipingere ad olio.


zz-pisto_-_COMUNE_BASSANO_-_LOGO_---_540X_------_382zz-pisto_-_AQUE_SLOSSE_-_LOGO_---_540X_--------3811995 – L’organizzazione del Premio “Aque slosse” e il Comune di Bassano del Grappa gli conferiscono l’”L’Alfiere d’oro” per la poesia.


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1997 – L’Editrice Artistica Bassano pubblica un’antologia dei suoi versi intitolata "Poesia" con saggi critici di Enzo Petrini e Giandomenico Cortese, che – secondo me – costituiscono gli scritti fondamentali per entrare nella conoscenza di questo uomo, artista e poeta.

1998 – Il Circolo Amici della Stampa di Bassano del Grappa gli conferisce per meriti culturali il premio “Vecchio Ponte” e in tale occasione l’Amministrazione comunale gli consegna una medaglia d’oro con lo stemma della Città.

1988 - Al concorso del Premio Letterario NantoPoesia vince il premio “L’Ulivo d’oro”, ma non poté presenziare alla cerimonia. Venne ritirato da alcuni amici che glielo portarono al pensionato dove si trovava da due anni.

1998 – 2 Settembre muore a Bassano.

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2000, gennaio. Esce per la serie “l’Illustre Bassanese “ dell’Editrice Artistica Bassano la sua monografia firmata da Enzo Petrini, dove viene con grande lucidità analizzato il percorso umano e poetico del Pistorello.

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2003, dicembre. Il Comune di Bassano del Grappa e l’Accademia Aque slosse ricordano il grande poeta bassanese con la pubblicazione ” “PISTO” Immagini e Poesia tra edito e inedito”. Il libro presenta una preziosa raccolta di poesie, di disegni, di dipinti del “Pisto” fornendo quindi una comprensione più ampia e approfondita della sua arte e della sua poesia.

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2008 – 29 luglio: la Giunta Comunale delibera l’intitolazione “Parco Gino Pistorello”  tra Via Monte Canin e Via Monte Rombon, Quartiere San Vito.

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2009, dicembre. L’Editrice Artistica Bassano pubblica il volume “Io, Gino. Poesie edite e inedite” a cura di Nicola Parolin con saggi di Giandomenico Cortese, Enzo Petrini, Nicola Parolin.

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2014 – 21 marzo: da parte dell’Amministrazione Comunale viene posta in via Gamba una targa in memoria del poeta Gino Pistorello. Purtroppo non è ben tenuta.

“Il luogo, a pochi passi dal Ponte Vecchio, ed il giorno, il primo di primavera, sembrano stati scelti proprio in ricordo di Pistorello che ha più volte cantato, nei suoi versi, i luoghi e le stagioni di Bassano, dando alla città, di volta in volta, una veste di tristezza, di delicata poesia, quando parla della sua Bassano, o di dirompente allegria quando tratta delle feste campagnole o di Carnevale”. (Ruggero Remonato).


Principali Fonti documentali oltre ai testi pubblicati 

L’Illustre bassanese. Numero speciale in occasione della mostra Circolo Artistico Bassanese . 40 anni nell’Arte, 1951-1991.

L’Illustre bassanese, n.63, gennaio 2000: Gino Pistorello. L’uomo e il poeta, di Enzo Petrini.

Vari articoli del Gazzettino e del Giornale di Vicenza

Documentazione offertami da privati

Blu Estate, n.10, 2002. Gino Pistorello: un poeta per amico, di Otello Fabris.

SESSANT'AN DE CANTE A BASSAN - Dal Coro Cai Marostica al Coro Bassano, A cura del Coro Bassano, Grafica EFFE 2, Romano d'Ezzelino,  2008.


pubblicato il 29 agosto 2017