BASSANO DEL GRAPPA - IL PONTE DI BASSANO - I PONTI SUL PONTE DI BORTOLO ZILIO


I PONTI SUL PONTE DI BORTOLO ZILIO

a cura di Vasco Bordignon

Bortolo Zilio, classe 1943, bassanese doc, assicuratore in pensione, alpino e corista, per vent’anni, nel coro Ana Montegrappa, ex dirigente U.S. Angarano Calcio.


A_-_IMMAGINE_440_-_DI_zilio_bortolo_-_immagine_-_DSC_0002LA PASSIONE

Certamente quando nella mente e nel cuore di Bortolo ZILIO scoccò la scintilla di costruire un modello del Ponte degli Alpini non immaginava che ne avrebbe costruiti molti altri e neppure le migliaia e migliaia di persone che avrebbero ammirato gli oggetti di questa improvvisa passione. Vi era un motivo per lo scoccare di questa passione, oltre a quello di essere un Alpino (con la A maiuscola) sempre pronto a mettersi in gioco nelle varie richieste che venivano da parte della Sezione di appartenenza, quello che nel maggio del 2008 (per l’esattezza 9-10-11 maggio) vi sarebbe stata a Bassano l’81a Adunata Nazionale degli Alpini, in occasione del 60o anniversario della ricostruzione del Ponte.

Non vi era tantissimo tempo in quel del 2007. Si mise a cercare libri, notizie, disegni vecchi e nuovi, documenti, incisioni, su quel Ponte e sugli altri ponti succedutisi nell’arco di circa 800 anni.  Poi la cantina di casa divenne il suo laboratorio dove con pochi attrezzi e materiali vari (seghetto, lima, raspa, carta vetrata colla, trapano a batteria per gli inserimenti degli spinotti ) ma con grande passione e immensa pazienza dette vita ad ogni pezzo, ad ogni colonna, ad ogni dettaglio … nel pieno rispetto delle dimensioni dell’attuale ponte ovviamente in scala ridotta.

ALCUNI DETTAGLI  E CONSIDERAZIONI

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A_-_DETTAGLIO_PONTE_--_270X194-_1948_-_ponte_010_-_dettaglio_CIMG7992- l’effetto acqua alla base dei manufatti tra i sassi del Brenta è dato da una particolare resina;

- le  coperture se non di legno sono di coppi di terracotta eseguiti dalla stessa ditta dei mattoncini;

- i vari legni utilizzati (castagno, pino, larice, abete) hanno assunto varie sfumature di colore con coloranti a base acqua e di terre colorate quali quelle usate dai mobilieri locali per  l’invecchiamento del legno;

- i pezzetti di pietra ben sagomati manualmente provenienti da pietre vere frantumate;

- i mattoncini sono veri  mattoncini in terracotta realizzati da ditta specializzata;

- i dettagli di ogni pezzo curati con grande precisione

- i vari elementi uniti da spinotti di legno possono essere smontati e rimontati, rendendo ancor di più interessante la spiegazione delle varie strutture;

le costruzione ai capi, est ed ovest, che rappresentano le parti di congiunzione anche fisica con la città, non sono da interpretare come torri;

- una vernice: è quella che dà quel rosso ruggine o a canna di fucile al Ponte del 1948, ed è l’unico ponte verniciato.


MANIFESTAZIONI

Maggio 2008 : presenta i primissimi ponti  in una vetrata di Piazza Libertà in occasione della Adunata Nazionale degli Alpini

Nel 2012 e nel 2013 esposizione dei modelli posti su tutta la lunghezza del Ponte

Nel 2013 (settembre) presentazione dei modelli a Cassano Magnago (VA)

Nel 2014 al Centro commerciale Emisfero in occasione della grande manifestazione televisiva per il Ponte

Nel 2014 (dicembre) inaugurazione della mostra dei “Ponti sul Ponte”

Nel 2015 (luglio) Arcisate (Varese)


I PONTI SUL PONTE 


I MODELLI LIGNEI DI BORTOLO ZILIO

PER 800 ANNI DI STORIA


PRIMO PONTE IN LEGNO  – XII secolo

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dimensioni 85x60x24 cm 

Il Ponte di Bassano fu costruito per la prima volta in un arco di tempo che va dal 1124 al 1209. Prima del 1124, quasi sicuramente, non esisteva nessun passaggio tra Bassano e Angarano, anche se il Memmo nel suo libro su "Vita e Macchine di Bartolommeo Ferracino..." riferendosi ad un documento del 1110  riguardante una donazione fatta da "Orandino de' Rossignoli" alla comunità di Bassano di tutti i privilegi e diritti che gli erano stati concessi dall'Imperatore Arrigo III, tra i confini del territorio cui si riferisce la donazione cita il ponte sul Brenta ("Pontem Brentae". 

Nel 1209 lo storico Gerardo Maurisio racconta che Ezzelino II al ritorno da una spedizione nel bresciano (nel 1204)  fu accolto dai suoi servitori e dai suoi soldati all’imbocco del ponte, vicino alla chiesetta di San Donato. Non esistono disegni di questo ponte. Comunque era di legno perché l’anno successivo il Comune di Bassano chiese un prestito per acquistare i roveri per la preparazione del ponte.


PONTE IN LEGNO – XII – XIV secolo

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dimensioni 85x60x24 cm 

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sia ad est (lato Bassano) che ad ovest (lato Angarano) la struttura è uguale 

Come già precedentemente riferito è proprio lo scritto del Maurisio il documento più attendibile sulla esistenza del ponte a Bassano. E’ probabile che sia proprio questo l’antenato della odierna struttura in quanto nominato sia da atti notarili di prestito del Comune (“pro laborerio pontis Brente”), sia da bolle papali inviate ai frati di San Donato (“… sitam in capitae ponti de Baxiano”).


PONTE IN LEGNO – XIV secolo

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dimensioni 85x60x24 cm

ponte_003_-_440x_-_lato_bassanese_-_CIMG7966ponte_003_-_x440_-_lato_vicentino_-_CIMG7965 a sx lato est (Bassano), a dx lato ovest (Angarano)


Da parte dei Carraresi vi fu un grande interesse per il Ponte attraverso il quale avvenivano grandi traffici di derrate,  di vino, di materiali ecc. Infatti dedicarono particolari cure alla difesa del Ponte, rinforzando le torri che lo presidiavano, munendone di accessi con forti saracinesche, come risulta dall’assegnazione di una somma di danaro (1000 lire di piccoli) a tale scopi da parte del podestà patavino Merullo de Perdomini da Assisi  in data 13 dicembre 1315. Si deve ricordare che in quegli anni le truppe veronesi di Cangrande della Scala avevano occupato Vicenza, Marostica e successivamente anche Angarano, cioè l'altra sponda del Brenta. Tali accorgimenti difensivi compaiono anche in una pianta incisa su pietra a ricordo del dominio dei succitati Carraresi, segnalazione fatta da Ottone Brentari.  Gli storici sono favorevoli a datarlo nel 1352, e se così fosse rappresenterebbe la prima raffigurazione del ponte di legno.




PONTE IN PIETRA E MATTONI – 1524–1526

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dimensioni 85x60x24 cm 

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a sx lato est (Bassano) a dx lato ovest (Angarano)


Nell’estate del 1509, a seguito della guerra della Lega di Cambrai, gli eserciti francesi e imperiali sconfinando nella pianura veneta occuparono varie città tra cui Bassano. Nel novembre 1509 la città fu rioccupata dai veneziani, ma fu di nuovo persa nel giugno del 1510. L’anno seguente, 1511, a seguito di una ennesima avanzata dei veneziani, i francesi, ritirandosi dal Piave verso occidente,  varcato il fiume Brenta appiccarono il fuoco e ridussero il Ponte in cenere. Le truppe francesi erano comandate dal futuro maresciallo  Jacques de La Palice (conosciuto anche come Lapalisse).

In opera tra il 1524 e il 1526 sulla base delle documentazioni esistenti.

Nel 1525 venne stipulato l’atto notarile tra il podestà di Bassano e i costruttori cui fu affidata l’impresa, i Proti Paolo di Matteo da Castello , Zuanna Maria di Cremona e Francesco da Piove che si impegnavano a terminare la costruzione entro la festività pasquale.

Interessanti le informazioni del contratto su come doveva: ”essere ditto ponte da transitar ut supra, de lungheza come se trova, de alteza de pie 27 largo pie 28 et più cum le sponde, et fortificazioni necessarie poggiante su un solo pilon…”.

Il ponte venne distrutto nel 1526 da una eccezionale brentana,


PONTE IN LEGNO  - 1531–1568

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dimensioni 85x60x24

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a sx lato est (Bassano) e a dx lato ovest (Angarano)


Il ponte in una delle prime immagini incluse nella rappresentazione di Bassano è fiancheggiato dalle torri e sostenuto da 5 stilate. Questo può essere considerato il manufatto precedente l’intervento del Palladio.

Da allora, e con scadenza regolare, le carte d’archivio registrano i numerosi interventi effettuati per restaurare o per modificare ex novo la costruzione, ripetutamente minacciata, oltre che dalle spaventose piene, le brentane, anche e, soprattutto, dalla continua usura delle stilate contro le quali urtavano violentemente le numerose zattere che transitavano in menada il corso del Brenta, dirette a Venezia, cui si aggiungeva l’intervento dell’uomo, che soleva trafugare legname dal ponte costruito, allora come oggi, con legno di rovere, larice e castagno. Nel 1568 il ponte venne distrutto da una forte brentana.


PONTE IN LEGNO PROGETTO DI PALLADIO – 1570–1748

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dimensioni 85x60x24 cm

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a sx lato est (Bassano) a dx lato ovest (Angarano)


Per il ponte di Bassano Andrea Palladio aveva già fornito una sua autonoma “inventione” che pur caldeggiata da “alcuni gentil’huomini”, non fu mai adottata.

Lo afferma esplicitamente il Temanza – citato da Zorzi e dal Puppi – sulla scorta della lettura di un documento rinvenuto “in un certo libro della Comunità di Bassano…” (Processo terzo de vol. XXXV intitolato Ponte di Bassano) e sfortunatamente mai più rintracciato, in cui stava scritto “Primo Zener 1568. Per contadi al Palladio che vene a far il disegno del ponte de mandato de Spett. Sindaci, lire 28”.

A pochissimi mesi quindi dalla distruzione del ponte nell’ottobre 1567, fu subito interpellato il grande architetto: la data del primo gennaio ’68 non va interpretata more veneto, come è stato suggerito, poiché essa appartiene ad un documento stilato in Terraferma.

Il ponte durò fino al 1748 quando venne distrutto da una violenta brentana.


PONTE IN LEGNO RICOSTRUITO DA B. FERRACINA – 1750-1813

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dimensioni 85x60x24 cm 

ponte_007_-_440x_lato_bassanese_-_CIMG7979ponte_007_-_440x_lato_vicentino_-_CIMG7978 a sx lato est (Bassano) e a dx lato ovest (Angarano)


Il 19 agosto 1748, una nuova terribile piena del Brenta, alle ore 8 del mattino, spazzò via completamente il ponte palladiano “come una cesta”. Furono commissionate varie perizie per la sua ennesima ricostruzione. Il governo veneziano tuttavia ordinò di rifare il ponte uguale a quello abbattuto, cioè come l’aveva “ordinato” il Palladio e affidò l’incarico direzione lavori a Bartolomeo Ferracina (Solagna 1692-1777), il quale applicò quel criterio di “prestezza, robustezza, economia” che caratterizzò sempre la sua personalità di artigiano e tecnico. Per questa ricostruzione ideò e costruì una “machina”, la macchina battipali messa in opera il 12 ottobre 1750, con la quale piantò i piloni in legno capaci di sostenere il ponte. 


PONTE IN LEGNO RICOSTRUITO DA A. CASAROTTI – 1821–1945

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dimensioni 85x60x24 cm

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a sx lato est (Bassano) e a dx lato ovest (Angarano)


Alle 11 del mattino del 2 novembre 1813, dopo essere stato tutto ricoperto di pece, il ponte fu dato alle fiamme, secondo gli ordini del vicerè d’Italia Eugenio Beauharnais  a capo delle truppe francesi (dalla fine del 1805 Bassano faceva parte del Regno Italico napoleonico). Tale decisione fu presa per proteggere la ritirata del suo esercito e ritardare l’inseguimento delle sue truppe da parte di quelle austriache che, nonostante la sconfitta nello scontro con i francesi nei pressi di Ca’ Rezzonico, con l’arrivo di rinforzi da Trento, avevano ripreso l’assedio a Bassano.

Passarono alcuni anni prima che fosse presa in considerazione l’idea della ricostruzione da parte del Comune, così spontaneamente la popolazione di Bassano raccolse i fondi necessari alla ricostruzione.

Il lavoro di progettazione e direzione lavori venne affidata all’ingegnere Angelo Casarotti di Schio, che si avvalse del capomastro Angelo Imperatori di Vicenza. Il ponte, iniziato nel marzo 1819, verrà inaugurato il 4 febbraio 1821, senza i poggioli centrali, con delle importanti novità strutturali, oltre che topologiche, che però sostanzialmente non mutarono l’aspetto del ponte, che doveva rifarsi esplicitamente al manufatto dell’opera palladiana e non alle modifiche introdotte dal Ferracina.


PONTE DEGLI ALPINI IN COSTRUZIONE  - 1948 - dimensioni 85x60x24 cm

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PONTE DEGLLI ALPINI IN COSTRUZIONE/PASSERELLA – 1948 -  dimensioni 85x60x24 cm

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PONTE DEGLI ALPINI IN LEGNO – 1948


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dimensioni 85x60x24 cm

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a sx lato est (Bassano) e a dx lato ovest (Angarano) 


Gennaio 1948, iniziò la ricostruzione del Ponte per volontà degli Alpini.

Il 3 ottobre 1948 il ponte, ricostruito “come era e dove era” dalla ditta Tessarolo, venne inaugurato in occasione della Adunata Nazionale  degli Alpini alla presenza del capo del Governo, Alcide De Gasperi e del presidente del Senato Ivanoe Bonomi e di altre autorità civili, politiche, militari e religiose.

Per il notevole apporto offerto in tale circostanza dalla Associazione Nazionale Alpini (ANA) il ricostruito Ponte Vecchio iniziò ad essere chiamato anche Ponte degli Alpini.

Il Ponte di Bassano oltre alle sue caratteristiche intrinseche e topologiche è collegato ad avvenimenti storici relativamente recenti: durante la Prima Guerra Mondiale fu il punto di passaggio per le truppe del Generale Luigi Cadorna che andavano ad affrontare la battaglia nei sette Comuni dell’Altipiano. Ecco perché in seguito a questo avvenimento storico il Ponte Vecchio venne anche soprannominato  Ponte deli Alpini  e gli venne dedicato il noto canto popolare “Sul Ponte di Bassano”.


Ringrazio l'amico Bortolo Zilio dell'ampia disponibilità concessami.

Le foto dei  PONTI sono di Fulvio Bicego.


FONTI 

AA.VV. IL PONTE DI BASSANO. Banca Popolare di Vicenza, 1993

Bortolo Zilio. PONTI SUL PONTE. 800 anni di storia del POnte di Bassano del Grappa. A cura di Edizioni2, 2015

Carla Alberta Scapin. IL PONTE DI BASSANO... Editrice Artistica Bassano, 2008 

Francesco Memmo. VITA E MACCHINE DI BARTOLOMMEO FERRACINO...Remondini, Venezia, 1754