ROMANO D'EZZELINO - LA CHIESA ARCIPRETALE - UNA VIA CRUCIS PARTICOLARE

ROMANO D'EZZELINO - CHIESA ARCIPRETALE

UNA VIA CRUCIS PARTICOLARE 

di Vasco Bordignon

Quando sono stato a visitare la chiesa arcipretale di Romano d’Ezzelino mi sono chiesto perché la Via Crucis avesse, oltre a tre formelle iniziali, avesse in più una quindicesima stazione, la Resurrezione di Gesù. Il numero complessivo di queste formelle è di 18.
Incuriosito, ho cercato l’autore di queste formelle in terracotta semirefrattaria con lastra d’argento, l’artista Lino Agnini di Nove [vedi in calce]. L’incontro è stato molto interessante. L’artista mi ha fatto partecipe del percorso religioso-artistico di questa “diversa” Via Crucis. L’allora parroco (don Livio Basso, parroco dal 1976 al 1994) quando chiamò l’Agnini per progettare la Via Crucis gli parlò che lui aveva nella testa una via crucis diversa dalle solite. Pensava ad una via crucis che sintetizzasse gli elementi essenziali della vita di Gesù nei confronti della Umanità e quindi anche verso di noi, e pensava a tre fatti fondamentali: il dono di se stesso nell’ultima cena (l’Eucarestia), la sua Passione e morte per la nostra Redenzione, e infine la sua Resurrezione, come suggello della sua Verità.  Don Livio, mi dice l’artista, era molto attaccato a questa idea, anche se sapeva di andare oltre gli schemi tradizionali. Nonostante le possibili reazioni dell’apparato ecclesiale, dette il via alla realizzazione di questa nuova Via Crucis.  Quando il lavoro fu terminato, furono installate tutte le formelle, eccetto la XV stazione, in quanto don Livio aveva bisogno di alcune conferme. Infatti don Livio raccontò poi ad Agnini che, alcuni mesi dopo,  trovandosi a Padova in occasione di una festività si trovò a parlare con il Cardinale Sodano, al quale espose quanto fatto eseguire e chiese se tale realizzazione fosse in contrasto con le direttive del Vaticano. Il cardinale apprezzò il candore di don Livio e non espresse rimproveri o moniti di alcun genere, anzi affermò che già in ambito conciliare vi era stato da più parti il desiderio di completare la Via Crucis con la Resurrezione, fondamento della Religione Cattolica. Dopo questo incontro anche la XV stazione è stata installata. Era l'anno 1981.

AGNINI_-_001_-_640_X_ok_-_110

AGNINI_-_002_-640X_-_111

l'ultima cena

01_-_agnini_-_orto_ulivi177

Gesù nell'orto degli ulivi

01_-_agnini_-_OK_-_gesu__condanna

I  STAZIONE - Gesù è condannato a morte

AGNINI_-_II_STAZ_-_640X_-_OK_-_115

II STAZIONE - Gesù è caricato della Croce

AGNINI_-_III_STAZ_-_640X_-OK_-__116

III STAZIONE -Gesù cade per la prima volta

AGNINI_-_IV_STAZ_-_640X_-_OK_-__117

IV STAZIONE - Gesù incontra sua madre

AGNINI_-_V_STAZ_-640X_-_OK_-__118

V STAZIONE - Simone di Cirene porta la croce di Gesù

AGNINI_-_VI_STSZ_-_640X_-_OK_-_119

VI STAZIONE - Veronica asciuga il volto di Gesù

AGNINI_-_VII_STAZ_-_640X_-_OK_-_120

VII STAZIONE - Gesù cade per la seconda volta

AGNINI_-_VIII_STAZ_-_640X_-_OK_-__121

VIII STAZIONE - Gesù incontra le donne di Gerusalemme

AGNINI_-_IX_S1_AZ_-_640X_-OK_-__22

IX STAZIONE - Gesù cade per la terza volta

AGNINI_-_X_STAZ_-_640X_-_OK_-_123

X STAZIONE - Gesù è spogliato delle vesti

AGNINI_-_XI_STAZ_-_640X_-_OK_-_124

XI STAZIONE - Gesù è inchiodato sulla croce

AGNINI_-_XII_STAZ_-_640X_-_OK_-_125

XII STAZIONE - Gesù muore sulla croce

AGNINI_-_XIII_STAZ_-_640X_-_OK_-_126

XIII STAZIONE - Gesù è deposto dalla croce

AGNINI_-_XIV_STAZ_-_640X_-OK_-__127

XIV STAZIONE - Il corpo di Gesù è deposto nel sepolcro

AGNINI_-_XV_STAZ_-_640_X_-_OK_-__128

XV STAZIONE - Gesù è risorto


Annotazioni 

* Nello scorrere delle varie stazioni di questa Via Crucis, in alcune di queste formelle si possono identificare particolari ben identificabili

- nella VI Stazione, a destra, si staglia ben definita la facciata della Chiesa arcipretale;

- nella XII Stazione, a sinistra di Gesù Crocefisso è riconoscibile l'allora parroco don Livio Basso;

- nella XIV Stazione, a dx si erge la forma a fortezza del campanile della Chiesa arcipretale.


* Agnini Linonato a San Giorgio Jonico (TA) il 21 marzo 1940, dagli anni sessanta risiede a Nove da dove partecipa con passione alla vita artistica locale e italiana. Personaggio di grande fascino per le sue creazioni caratterizzate un particolare dinamismo di linee, forme e colori portando nel 1998 alla nascita del “neoforismo” particolare concezione dell’arte che va ad escludere ogni forma di staticità. Numerose le sue opere in bronzo, terracotta e ceramica, anche in campo religioso.