BASSANO DEL GRAPPA - LA CHIESA DI SAN LEOPOLDO MANDIC

LA CHIESA DI SAN LEOPOLDO MANDIĆ

 di Vasco Bordignon

 

CENNI STORICI

1973 - Sostanzialmente tutto inizia il 15.11.1973 con la lettera al Rev.mo Arciprete Abate, Parrocchia S. Maria in Colle, Bassano del Grappa da parte del Comitato dei Quartieri Ca’ Baroncello, Vittorio Veneto e Ca’ Portile nella quale si spiegano le ragioni per le quali si rendeva necessaria la costruzione di un Chiesa.

Tali motivazioni sono descritte nella lettera qui sotto riprodotta.

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1974 - Nel gennaio del 1974 il presidente del Comitato invia una lettera al Vescovo di Vicenza, Mons. Arnoldo Onisto nella quale “ A Vostra Eccellenza desideriamo presentare il problema religioso, che noi riteniamo essenziale per una crescita morale e umana delle nostre famiglie… “ quantificate in 293 con 1030 anime.

Nei mesi successivi si ha la risposta del Vescovo, il coinvolgimento dell’Arciprete Abate  Mons. De Zen, e il primo incontro con il Vescovo stesso.

Nasce il primo gruppo Giovani.

1975E’ anche l’Anno Santo. Per la prima volta, in questo contesto territoriale, si svolge l’anno catechistico sia per le elementari che per le medie per la disponibilità sia di volontari sia di varie famiglie per la relativa logistica.

1976dal 16 al 19 gennaio 1976 il Vescovo Mons. Onisto visita la Parrocchia di S. Maria in Colle. Il 19 gennaio visita i succitati quartieri rendendosi conto di persona della situazione sociale e religiosa della zona.

Negli anni successivi la disponibilità di tante famiglie continua a sopperire alle necessità pastorali e religiose (Santa Messa, catechismo, Azione cattolica ragazzi) rappresentando comunque una situazione di grande precarietà.

Il Comitato tuttavia non resta con mani in mano: due sono i problemi da risolvere : il terreno dove edificare la Chiesa, e, non meno importante, dove trovare le relative risorse finanziarie necessarie allo scopo.

1982 - Il terreno: si troverà consenso per il terreno in Via Ca’ Baroncello dove stavano iniziando alcune opere pubbliche (asilo, parco giochi, impianto sportivo) dopo essere stato escluso dalla popolazione la zona dove attualmente vi è il campo di rugby. Infatti nel settembre 1982 il Comune realizza l’Asilo e il sottopasso di Via Ca’ Baroncello. Attigua all’asilo vi è una sala che il Comune riserva alle esigenze della parrocchia e del quartiere. Questa sala sarà l’Aula liturgica della comunità fino al 1987.

1983 - Il denaro: la prima ipotesi di ricorrere ad un prestito statale viene abbandonata a favore di un percorso fatto di piccoli passi da parte della popolazione interessata. Ma sarebbe stata una soluzione assai incerta e lunga.  Nel frattempo la parrocchia madre di S. Maria in Colle aveva deciso l’alienazione della Cappella della Madonna del Caravaggio, detta Chiesetta di San Luigi, situata in Piazzale Cadorna, proprio per devolvere il ricavato alla futura parrocchia di Ca’ Baroncello. Nel 1983 il Comune acquista per 170 milioni di lire la suddetta Chiesetta.

1984 - Nel frattempo, nel 1984, il Consiglio Comunale risolverà lo stato giuridico del terreno trasformando il precedente diritto di superficie in diritto di proprietà, non senza tensione tra le forze politiche.

La nuova Parrocchia

Il 1 gennaio 1984 il Vescovo firma la “Bolla di Erezione” della nuova parrocchia: è la 351^ della Diocesi di Vicenza, e in questo documento  spiega anche le motivazioni per l’indicazione del Santo Leopoldo Mandić come patrono intestatario della comunità: ”Il religioso cappuccino proclamato santo il 16 ottobre 1983 che, in Bassano, ricevette la vestizione religiosa ed esercitò per un quinquennio il ministero di confessore lasciando di sé edificante e incancellabile ricordo”.

La nuova Chiesa

Il progetto  affidato all’architetto Enrico Franzin nativo di Ca’ Baroncello viene definitivamente approvato, dopo alcuni rifacimenti, dal Comune di Bassano il 27 luglio 1984.

Non si perde tempo e già nel mese di agosto è pronto il piano di finanziamento: sottoscrizione mensile delle famiglie, busta mensile per offerta libera, prestiti a basso tasso di interesse o a titolo gratuito, pesca di beneficenza, raccolta carta, ferro e stracci, donazioni ecc… Sarà una grande gara di generosità di tutta la comunità con contributi anche di parrocchie vicine, e da altri istituti religiosi.

1986 - Il 14 giugno 1986 vi è la cerimonia della “posa della prima pietra”. Come promesso vi  presenzia lo stesso Mons. Onisto e benedice la pergamena inserita in “quella pietra angolare” che così recita:

“Oggi 14 giugno 1986

Sommo Pontefice Giovanni Paolo II°

Vescovo di Vicenza S.E. Mons. Arnoldo Onisto

Parroco di San Leopoldo Marchesin don Bruno

Capo dello Stato Francesco Cossiga

Sindaco di Bassano del Grappa Basso Antonio

venne collocata questa prima pietra

della costruenda Chiesa di San Leopoldo di Bassano

il progetto ideato dall’Arch. Franzin Enrico

viene realizzato con le offerte dei parrocchiani,

della Chiesa Madre di S. Maria in Colle

e del comune di Bassano.

In fede

Il Vescovo di Vicenza                Il Sindaco                      Il Parroco “

Nel settembre del 1986 il cantiere si mette in opera.

Primo stralcio: sala per la Santa Messa, piano interrato e l’abitazione del sacerdote.

Secondo stralcio: costruzione della Chiesa.

Il percorso sarà ancora lungo e non privo di difficoltà soprattutto economiche.

1995 - Marzo 1995 la Chiesa viene inaugurata.

2002 - Nel 2002 viene costruita la struttura campanaria.

2007 - Il 4 febbraio 2007 la Chiesa viene solennemente consacrata dal Vescovo Mons. Cesare Nosiglia.

Il percorso della Parrocchia e della Chiesa prosegue nella costruzione di Persone (uomini e donne, bambini e anziani) lungo il cammino, non sempre facile, della Fede in Cristo.

LA CHIESA 

ESTERNO DELLA CHIESA E CAMPANILE

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facciata est

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facciata nord-est

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tetto e pensilina 

Esternamente solo la presenza della grande croce sulla facciata est, e la presenza della struttura campanaria suggeriscono che l’edificio dalla forma semplice, lineare, a pianta rettangolare, con tetto spiovente lungo il lato più lungo (nord-sud)  è un edificio sacro, è una chiesa. E’ la chiesa di San Leopoldo.

L’ingresso avviene ad est attraverso una serie di 4 porte, alcune con interessanti caratteri artistici (vedremo dopo), e tale zona è protetta da una pensilina che scorre per tutta la lunghezza.

Il “campanile”

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Nel 2002 viene costruita la struttura campanaria su disegno dell’Ing. Livio Romanin; le campane e l'incastellatura sono state realizzate dalla ditta Comin di Volpago del Montello. Inaugurazione 09.02. 2003.

Nella parete sud di questa struttura vi è una lastra rappresentante San Leopoldo, in bronzo fuso opera di Francesco (Franco) Biasia [Camisano 1934 - Camisano 2013; affermato artista modellista in ceramica e in bronzo], realizzata da Fracaro Arte srl.

L’INTERNO DELLA CHIESA

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interno da est  ad ovest 

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interno da nord a sud

L’interno della Chiesa ha l’asse  ecclesiale da est (ingresso)  ad ovest (altare) e contornato dalle pareti perimetrali senza particolari articolazioni, ad eccezione del lato sud dove è stato ricavato uno spazio rientrante che crea una area penitenziale ed un’area devozionale alla Madonna. A ridosso di questa aerea, collegata con una porta di uscita, è stata ricavata un’area di devozione al Santo Leopoldo Mandić. [personalmente mi pare che l’umile frate sia stato messo un po’ da parte]. Le varie tonalità di colore visibili in questo ambiente sono determinate dalla grande vetrata della parete nord.

LE PARETI

Le pareti frontali esterne ed interne sono realizzate in mattone paramano, ad eccezione del lato destro (parete nord) dove vi si trova una fascia rappresentata da una grande vetrata di grandi dimensioni (17x5 metri).  

[per mattone paramano: mattoni estrusi (detti anche trafilati o paramano) sono il  risultato di una produzione industrializzata basata sull’estrusione ad alta pressione in filiere d’acciaio di un composto naturale di argille selezionate. I mattoni estrusi possono essere semipieni con fori di alleggerimento, o pieni, e sono indicati per ampi settori di destinazioni edilizie.]

LA VETRATA della PARETE NORD

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Rappresentata da vari motivi geometrici si caratterizza da una netta divisione tra la parte centrale luminosa, di colore prevalentemente giallo/arancio in varie tonalità, da quella superiore e inferiore di colore viola/blu con una dominanza sempre più scura: vuole esprimere la vittoria della luce sulle tenebre, cioè di Cristo sul peccato, e in questa vittoria si inserisce l’azione eroica del Santo Patrono attraverso la confessione.

L’autore è il prof. Leandro Pesavento [Bressanvido 1921 – Camisano 2000, pittore, incisore e disegnatore attivo a Camisano Vicentino, con particolari realizzazioni nell’arte sacra]  eseguita nel 1994 dalla vicentina Ditta Caron di Olmo, specializzata in tali opere.


LA PARETE OVEST

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Nella parete ovest, frontale per chi entra, la parte alta è in mattoni paramano da dove, centralmente, scende un grande crocefisso in legno scolpito, dipinto, opera altoatesina, datato 1975-1999, mentre nella parte inferiore, a continuazione di una superficie bianca a gradoni, per quasi tutta la sua lunghezza si è realizzato un mosaico che rappresenta una grande distesa di steli e di spighe mature (giallo-oro) con alcune macchie di rosso (papaveri) e tante d’azzurro (fiordalisi), che, mosse dal vento si dispongono a cerchio attorno al Tabernacolo, abbracciando il “cuore” pulsante della Chiesa, la presenza di Gesù, nutrimento del Mondo. L’opera è dell’architetto Suor Michelangela Ballan,  realizzata nel 2005. [Suor Michelangela delle Pie Discepole del Divin Maestro è al secolo l’architetto Gabriela Ballan. E’ nata nel 1947 a Villa del Conte. Si è specializzata nella progettazione di spazi liturgici.]

Come vedremo l’altare, l’ambone, la sede presbiteriale, il fonte battesimale, il portacero pasquale sono sue opere del 2005.


LA PARETE EST

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le belle porte d'ingresso in chiesa 

Dall’interno risaltano molto bene le porte d’ingresso per la composizione artistica delle vetrate, delle quali non ho trovato l’autore.

Per tutta la lunghezza della parete in mattoni paramano scorrono le formelle della Via Crucis.     

LA VIA CRUCIS (2004-2005)

La superficie di mezzo, sempre in mattoni paramano, da dx a sx, scorrono quattordici  immagini in terracotta dipinta e dorata  di una Via Crucis Evangelica. I soggetti di questa inconsueta Via Crucis sono stati ideati dall’arch. Suor Michelangela Ballan e da don Ernesto Cabrele allora parroco di San Leopoldo.  Queste formelle sono state realizzate da Lino Agnini di Nove nel 2005. [Agnini Lino,nato a San Giorgio Jonico (TA) il 21 marzo 1940, dagli anni sessanta risiede a Nove da dove partecipa con passione alla vita artistica locale e italiana. Personaggio di grande fascino per le sue creazioni caratterizzate da un dinamismo di linee, forme e colori portando nel 1998 alla nascita del “neoforismo” particolare concezione dell’arte che va ad escludere ogni forma di staticità. Numerose le sue opere in bronzo, terracotta e ceramica, anche in campo religioso.]

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Stazione I: Ultima Cena

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Stazione II: Gesù Cristo nell’orto di Getsemani

Stazione III: Gesù Cristo davanti a Caifa

Stazione IV: Gesù Cristo davanti a Pilato

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Stazione V: Gesù Cristo flagellato

Stazione VI: Croce con i simboli della Passione

Stazione VII: Gesù Cristo caricato della Croce

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Stazione VIII: Gesù incontra la Madonna e le pie donne

Stazione IX: Gesù Cristo inchiodato in Croce

Stazione X: Gesù Cristo e il buon ladrone

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Stazione XI: Gesù Cristo crocefisso, Madonna e San Giovanni

Stazione XII: Gesù Cristo deposto dalla Croce

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Stazione XIII: Gesù Cristo deposto nel sepolcro

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Stazione XIV: Gesù risorto


PARETE SUD

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Abbiamo già evidenziato questa parete dove è stata realizzata un’area penitenziale ed un’area devozionale alla Madonna.  Tra quest’area e una uscita si è realizzata  un’area con la statua di San Leopoldo: come detto una localizzazione un po’ defilata rispetto alla figura di questo grande Santo e patrono di questa parrocchia. 

Le statue della Madonna e di San Leopoldo sono in legno scolpito, dipinto, opere del Laboratorio Ferdinando Perathoner di Ortisei (BZ), nel periodo 1994-2004. 


IL PRESBITERIO

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Per motivi strutturali non è stato possibile realizzare una propria zona ben definita come si trova normalmente nelle chiese. Infatti appare come un unicum sia la cantoria, sia la zona altare, che quella battesimale. Questa zona è staccata dall’aula (la parte dei fedeli) da un gradino, è staccata  a dx dall’area battesimale da due gradini come pure a sx  dalla cantoria.

Il presbiterio viene identificato per la presenza dell’altare, dell’ambone e della sede presbiteriale (=del Celebrante), progettati dall’arch. Suor Michelangela Ballan e realizzati in pietra dorata scolpita dalla ditta Remuzzi Camillo&figli  di Bergamo, 2004-2005.

[pietra dorata: è una pietra arenaria caratterizzata da un colore tendente al giallo-beige con venature molto particolati in vari toni marroni, che creano motivi, disegni, forme del tutto particolari e uniche. A causa dei riflessi cromatici della vetrata il colore della pietra appare molto diverso da quello che in realtà dovrebbe essere]

L’ALTARE

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l'altare 

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particolari dell'albero della vite 

Dalla forma scultorea dell’altare, è leggibile il richiamo al brano evangelico di Giovanni 15,1-2: ”Io sono la vera vite e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo pota perché porti più frutto”. Con questa immagine la comunità dei fedeli è raffigurata nei tralci che non possono vivere senza essere uniti alla vite che è Cristo.

L’AMBONE

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La relazione dell'arch. suor Michelangela Ballan a questo proposito scrive" La  sua forma e le sue parti in rilievo evidenziano un albero in fiore con frutti  che ci rimanda al brano di Geremia 1,11:”Il Signore mi parlò e disse: Che vedi, Geremia? Ed io risposi: ”Vedo un ramo di mandorlo” E il Signore mi disse, “Tu hai visto bene, perché io veglierò sulla mia parola per mandarla ad effetto”. Il mandorlo fiorito ci fa pensare come la Parola di Dio sia sempre attuale, viva ed efficace. E’ un continuo richiamo alla Risurrezione di Gesù ed è una nuova creazione per ogni uomo che si confronta e contempla la Parola." Nella realizzazione scultorea tuttavia è difficile identificare un mandorlo, specie in fiore. Infatti da parte dei fedeli di questa chiesa vi è una comune identificazione nell' albero dell'olivo, anch'esso comunque carico di grande significato. Infatti L'olivo, sia nella tradizione ebraica sia in quella cristiana, è da sempre simbolo di pace: lo troviamo menzionato alla fine del diluvio, quando la colomba porta a Noè proprio un ramo di olivo. Il libro della Genesi narra che, dopo il deflusso delle acque, l'arca di Noè approdò sul monte Ararat. Passati quaranta giorni, Noè inviò un corvo, nella speranza che questo non fosse ritornato all'arca, annunciando col non-ritorno il ritirarsi delle acque. Il corvo però, non trovando l'asciutto, ritornò. Noè allora liberò una colomba; ma anch'essa «non trovando dove posare la pianta del piede», tornò all'arca(cf Gen 8,9). Fallito anche questo tentativo, Noè attese sette giorni e fece uscire per la seconda volta la colomba. Al far della sera la colomba tornò con una foglia di olivo lacerata nel becco, portando la notizia che l'universo si era pacificato e la terra rivide così luce ed asciutto.

La sede presbiteriale

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Sempre di pietra dorata e stesso autore.

AREA BATTESIMALE

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Si compone di due vasche sovrapposte. La prima è il fonte da cui proviene l’acqua a zampillo; la seconda è la vasca che raccoglie quest’acqua per l’amministrazione del Battesimo. Le sinuose linee che percorrono la vasca del fonte sono allusione all’acqua, all’acqua viva del Battesimo.

Accanto vi è  il cero pasquale posizionato nel suo  portacero in pietra dorata.


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Nell’area verde a ridosso della canonica, per ultimo, oltre ad una grande statua di Padre Pio, vi è una statua a dimensioni reali di San Leopoldo (era alto un metro e quaranta centimetri), opera dello scultore C. Pozzolo (?) del 1989. 

Leopoldo nacque a Castelnuovo di Cattaro (l'odierna Herceg-Novi in Montenegro) il 12 maggio 1866, penultimo dei dodici figli di Pietro Mandić e di Carolina Zarević, famiglia cattolica croata, e morì  a Padova il 30 luglio del 1942. Nel 1946 si iniziarono le pratiche per il riconoscimento della sua santità. Papa Paolo VI lo proclamò beato il 2 maggio 1976 e Giovanni Paolo II lo dichiarò santo il 16 ottobre 1983. (vedi anche Sezione Biografie, personaggi e altro)


Ringrazio don Giuseppe De Santi, attuale parroco, per la sua disponibilità e  collaborazione.


Principali Fonti documentali

Bernardi Dario (a cura di). Da Curazia a parrocchia. Così può nascere una Comunità Cristiana. Parrocchia di San Leopoldo Mandic. Bassano del Grappa, 1988

Parrocchia di San Leopoldo Mandic. Bassano del Grappa. Diocesi di Vicenza, 2007