"SOLAGNA - STORIA DI SOLAGNA"

STORIA DI SOLAGNA

di Vasco Bordignon

con la collaborazione di Mario Carraro


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Solagna è un comune della provincia di Vicenza, posto sulla sx del fiume Brenta all’imbocco del Canale di Brenta, dopo pochi km da Bassano del Grappa. Vi vivono 1909 persone (ultimo dato ISTAT). L’altitudine sul livello del mare oscilla da un minimo di 112 metri ad un massimo di  1520 metri.  L’altitudine rilevata dove si trova il Municipio è di 131 metri sul livello del mare.
Gli abitanti di Solagna si chiamano Solagnesi.

Solagna dista da Bassano del Grappa 10,2 km in auto.

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Si può dire che questo territorio, come quello vicino, fu abitato anticamente dagli Euganei, che in seguito si mescolarono con i Veneti formando una delle più illustri stirpi italiche.

140 anni circa prima dell’era cristiana questo territorio venne occupato dai Romani, che probabilmente fortificarono il Monte Cornon, considerato allora punto nevralgico di controllo di tutta la Vallata del Brenta.

Notizie certe su Solagna risalgono al X secolo, nel periodo storico assai convulso e drammatico a seguito della fine dell’impero carolingio, quando iniziarono le invasioni degli Ungheri mettendo a ferro e fuoco l’Italia dalle Alpi Giulie al Ticino.

Asolo, in quel periodo città importante e sede vescovile, venne distrutta e il suo territorio poco dopo fu smembrato. Fu allora che l’Imperatore Berengario I nel 917 donò a Sibicone Vescovo di Padova, suo fedele alleato, i beni che il regio fisco possedeva juxta Beatissimae Iustinae virginis ecclesiam non longe a flumine Brentae valle noncupatae Solanae ”… e la giurisdizione su tutti gli uomini liberi, proprietari o meno, di quel territorio, oltre alla possibilità di costruire un castello di difesa contro altre eventuali invasioni.  Si deve ricordare che il nome di Solagna indicava tutta la valle, la sinistra come la destra del Brenta da Angarano alla Piovega, da San Vito al Monte Ancino ad est di Cismon, monti adiacenti compresi.

All’inizio dell’XI secolo (nella quaresima del 1004) la valle di Solagna vide il passaggio di San Enrico II, il Santo, re di Germania, poi Imperatore, nella campagna bellica contro Arduino, eletto re d’Italia, che si era a lui opposto.

A Enrico II successe l’imperatore Corrado II il quale nel 1036 scese in Italia e con lui vi era Ecelo I, figlio di Arpone,  capostipite degli Ezzelini (nb. secondo la moderna genealogia degli Ezzelini). Ecelo I ricevette dall’imperatore il feudo di Onara-Romano e dal vescovo di Vicenza quello di Bassano, di Angarano e di Cartigliano.

Solagna passò presto dalla Signoria dei vescovi di Padova a quella degli Ezzelini i quali eressero all’imboccatura della Valle la celebre torre i cui ruderi anche oggi si possono scorgere. Una seconda fortezza venne eretta sul Cornon, alto 350 metri. Una muraglia ed altre fortificazioni univano il forte del Cornon con quello sul Brenta.

Nel 1124 Ponzio di Melgueil, ex abate di Cluny [Borgogna, Francia], di ritorno dalla Terra Santa, fermatosi nel territorio di Campese e innamoratosi del luogo implorava il Vescovo Sinibaldo di Padova la facoltà di erigervi un monastero, il Monastero di Santa Croce. Anche Alberico da Romano figlio di Ecelo I fu sensibile a questo progetto e il 18 maggio 1125 donava a Ponzio un  buon numero di possedimenti. Il monastero crebbe rapidamente di monaci che dissodarono e misero a coltivazione gran parte dei territori incolti e deserti della riva destra del Brenta, allora sotto la giurisdizione parrocchiale del monastero di Valle San Floriano. 

Numerose furono le liti sorte fra il Pievano di Solagna, che godeva del diritto di decima sulle quelle terre, e il monastero di Campese che oltre alla giurisdizione spirituale ambiva anche a quella materiale.  La contesa fu eliminata nel 1173 dalla decisione del delegato papale, il vescovo di Verona Omnibono, imponendo la rinuncia delle decime a Solagna a favore dei monaci di Santa Croce. Nel 1190 il monastero riuscì a diventare parrocchia per tutta la destra del Brenta e matrice delle chiese di Campolongo, Oliero e Valstagna.

Il 6 aprile 1189 i di Solagnesi, sottraendosi ad Ezzelino I il Balbo,  prestarono giuramento di fedeltà al comune di Vicenza “in Villa Solagne apud ecclesiam S. Justine quae est in castello Solagne”. Vi sono dunque nominati la chiesa di Santa Giustina, il castello Ezzeliniano e la “Villa”, ovvero il borgo di Solagna. Ma Ezzelino II (il monaco) già nel 1194 si riprese Solagna dai Vicentini. Egli è chiamato il monaco perché nel convento di Oliero vestì l’abito religioso; morì nel 1235 e venne sepolto, secondo il cronista Rolandino, nel monastero di Campese.

Nel 1223 Ezzelino II il Monaco divideva i suo beni tra i figli Alberico ed Ezzelino III (il Tiranno) e Solagna toccò ad Alberico. Ma nel 1240, poiché Alberico si era unito al movimento papale (guelfo) in aperto contrasto con quello imperiale (ghibellino), l’imperatore Federico II tolse ad Alberico i suoi beni e li passò al fratello Ezzelino il Tiranno, aumentando la sua giurisdizione da Padova a Trento.

Caduti gli Ezzelini, Solagna, dopo un breve periodo sotto Vicenza, passò sotto la dominazione di Padova che si protrasse dal 1268 al 1320.  In questo periodo, durante il quale Solagna e San Nazario appaiono un unico Comune, possiamo segnalare oltre alla imposizione della tassa sul macinato, e su contrasti di proprietà sulle montagne  vicine con Cismon e con Borso, la delibera del 1312 del consiglio di Padova nella quale tutti gli abitanti della Valle diventavano soggetti al podestà di Bassano, e quella del 1316 con la quale gli abitanti della sinistra Brenta dovevano concorre al salario dello stesso podestà bassanese.

Poi Solagna passò sotto gli Scaligeri, i Signori di Verona (1320-1339), quindi succedettero i Carraresi, i quali per arginare i Veneziani già presenti a Romano, riattivarono la Torre che si trovava all’ingresso di Solagna come pure le sovrastanti fortificazioni sul Cornon.  Ciò tuttavia non impedì al veneziano Taddeo Giustinian nel 1372 di espugnare il Cornon, calare su Solagna, descritta allora come borgo  tutto fabbricato di bellissime case a muro, e  abbandonarla alle fiamme. La Torre però non fu espugnata e così in quel periodo a Solagna vi erano i Padovani nella Torre e i Veneziani sul Cornon. Nel 1373 anche la Torre fu consegnata ai Veneziani.

Nel 1378 i Padovani assieme ai Bassanesi riuscirono a superare le difese veneziane e ad aprirsi una via di collegamento con i loro possedimenti  intorno a Feltre e nella Valsugana.

Dieci anni dopo, nel 1388, Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano, s’ impadronì di Bassano e di tutta la Vallata.

Nel giugno del 1404 cadeva la dominazione viscontea e  a Bassano, a Solagna e in tutta la Valle del Brenta fu issato lo stendardo di San Marco.  Con la dominazione veneziana su aprì un lungo periodo di pace: la Torre sul Brenta venne abbattuta, le fortificazioni sul Cornon lasciate rovinare.. e successivamente fu abbattuto anche il castello degli Ezzelini che si trovava presso la Chiesa.

Nel 1508, dopo oltre un secolo di pace, di nuovo rumori di guerra: venne costituita la lega di Cambrai [costituita dal Papa Giulio II, dal re di Francia Luigi XII, da Massimiliano I d’Asburgo imperatore di Germania, da Ferdinando II d’Aragona, re di Napoli e di Sicilia, da Alfonso I d’Este duca di Ferrara, da Carlo III duca di Savoia e da  Francesco II Gonzaga , marchese  di Mantova ] per arginare l’espansionismo veneziano, e in poche settimane le truppe della lega occuparono praticamente tutti possedimenti veneziani di terra. Anche Bassano e la Vallata venne occupata dalle truppe di Massimiliano I d’Asburgo.   L’imperatore passò per questa vallata nel 1509 ben tre volte e notevole fu la resistenza che gli abitanti della valle riuscirono a mettere in essere per ritardarne il transito, come imboscate, agguati, sbarramenti, caduta di massi, rottura di strade, ecc.  Massimiliano I per gli ostacoli avuti e per uno sfregio recatogli dai Solagnesi fedeli a Venezia incendiò il paese e la Chiesa. Ma la resistenza della Vallata proseguì ancora contro alcune schiere di tedeschi rimasti nel territorio che furono messe in fuga nel novembre dello stesso anno a San Giacomo di Romano, e inoltre riuscì a far desistere il tedesco Ahhalt e il francese La Palisse della Lega dal riprendere il controllo della valle per un successivo transito dell’Imperatore.

Nel 1511 Venezia si riconciliò con papa Giulio II e si riprese i suoi territori, anche se la guerra tra Austria e Venezia continuò per alcuni anni ancora.

Nel 1514 vi fu un episodio che fu ricordato a lungo tra i ripidi declivi delle montagne della Vallata. Tale episodio riguardò un capitano imperiale conosciuto come Caleppino: questi alla testa di 800 uomini , dopo aver bruciato Feltre, si diresse verso Bassano per darle la stessa punizione. Ma i Canaloti (gli abitanti del Canale) appostati nei dirupi e negli anfratti della sinistra Brenta riuscirono  a molestare e a scompaginare le truppe nemiche tanto che in una azione riuscirono a catturare  lo stesso Caleppino e portarlo alle prigioni di Bassano.

Nel 1516 la guerra terminò e per i Canaloti vi fu un lungo periodo di tranquillità “da boni fioli di San Marco”.

Da ricordare la spaventosa epidemia del 1631 che lasciò anche qui il suo seguito di morte (nel Veneto ci furono almeno 600 mila vittime); le visite a Solagna del Cardinale Gregorio Barbarigo (1625-1697) nel 1664, 1675, 1686; la terrificante “brentana” del 1748 che seminò distruzione ovunque su tutta la vallata e su Bassano portandosi via il suo Ponte, poi ricostruito dal solagnese Ferracina.

Arriviamo così agli ultimi anni del 1700. Nel giugno del 1796 Solagna si accorse che stava cambiando tutto: vi era stata la rivoluzione francese e subito dopo la presa di potere di Napoleone e le sue campagne di guerra. Infatti iniziarono i passaggi di truppe ora di una bandiera ora dell’altra:  a luglio le truppe condotte dal principe di Hohenzollern per portare nuove forze all’esercito imperiale in azione  sul Mincio; a settembre le truppe di Napoleone che nel giro di pochi giorni da Verona arrivarono a Trento e da Trento a Cismon prendendo il Covolo e il giorno dopo sul Ponte di Bassano sconfiggendo le truppe del generale austriaco Würmser.  Era l’8 settembre 1796 e da quel giorno e successivi i soldati francesi e anche i loro superiori si resero responsabili di ogni nefandezza. Anche Solagna venne orribilmente saccheggiata; la Chiesa venne spogliata di ogni arredo e strapparono anche il calice dalle mani del sacerdote che celebrava la messa.

Il 12 gennaio 1798 Solagna stanca dei Francesi accolse con giubilo gli Austriaci anche se continuarono gli echi delle varie battaglie Napoleoniche, con grandi spostamenti di truppe tanto che  Solagna nel 1801 dovette  dare alloggio ai Francesi e poco dopo ad alcune truppe di Ungheresi.

Nel gennaio 1805 fu siglata la pace di Pressburg (l’odierna Bratislava) e Solagna diventò suddita del cosiddetto Regno d’Italia e aggregata al dipartimento del Bacchiglione (Vicenza), formando un solo comune con Bassano e gli altri comuni allora esistenti.

La fine della dominazione napoleonica arrivò con gennaio del 1814 e su Bassano e su tutta la vallata del Brenta iniziò a sventolare la bandiera degli Asburgo e il comune di Solagna diventò parte del Regno Lombardo-Veneto.

Il 29 ottobre 1815 transitò per Solagna l’imperatore austriaco Francesco I che concesse a Solagna e a tutta la sinistra Brenta il privilegio di coltivare il tabacco.

Nel 1836 scoppiò un’epidemia colerica, Solagna ebbe 50 morti.

I moti italiani del 1848 lambirono appena la Vallata.

Nel luglio del 1866 Solagna assistette alla partenza degli Austriaci e poco dopo le truppe del generale Medici risalirono la vallata, e così il Veneto si riunì al resto d’Italia.

IL 21 ottobre 1866 ci fu il plebiscito con questi risultati di distretto: su 3522 votanti vi furono 3508 sì, nessun no, e 14 voti non sinceri.

L’8 settembre 1877 arrivò a Bassano il treno con la ferrovia che univa questo distretto con quello di Padova. La speranza di avere la ferrovia anche in Vallata si realizzò molti anni dopo, solo nel 1909.

Nel 1882, dal 15 al 18 settembre, vi fu una spaventosa brentana, molto più devastatrice di tutte le altre (cioè quelle del 1823, del 1825, del 1839 e del 1851). A Solagna le acque sommersero gran numero di case, ruppero la strada nazionale, distrussero quasi l’intera contrada della Sega situata all’estremità meridionale del paese.

Durante la guerra che l’Italia dichiarò all’Austria il 24 maggio 1915 Solagna dovette sgombrare. Ricevette l’ordine il 9 dicembre 1917 e per il 14 bisognava partire. I Solagnesi che si erano messi sotto la protezione della Madonna dell’Aiuto ebbero la grazia, pur andando profughi, di restare quasi tutti uniti a Codogno nel Milanese dove se ne fermarono 1200, un centinaio a Maleo, a S. Stefano Lodigiano e il resto nelle retrovie.

Firmato l’armistizio il 4 novembre 1918 a mano a mano che si sgombravano o si riattivavano le case,  i Solagnesi ritornarono al loro paese; il gruppo più numeroso ritornò il 17 aprile. La Chiesa fu sgombrata il 20 aprile festa di Pasqua.

Due lapidi murate ai lati dell’altare della Vergine dell’Aiuto ricordano la partenza e il ritorno dei Solagnesi figurati nel bassorilievo in bronzo argentato che si ammira nel paliotto dello stesso altare.

All’inizio del 1926 Solagna, come gli altri comuni dei dintorni, vivrà il periodo fascista con la scomparsa della amministrazione democratica  e l’imposizione di un Podestà da parte del regime autoritario.

Poi la Seconda Guerra Mondiale con tutte le sue angustie e tribolazioni e con i tristi avvenimenti e le atrocità del rastrellamento del Grappa, in particolare nel 1944.

Terminata la guerra ci vorranno decenni perché in Solagna si trovi una migliore situazione risentendo positivamente degli sviluppi economici (industria, commercio, turismo, ecc.) che a macchia d’olio verso gli anni ’80 si diffonderanno in tutto il Nord-Est.


Principali fonti documentarie

Don Dionisio Artuso. Risposte al questionario per la seconda visita pastorale che verrà fatta il 4 febbraio 1940 da sua ecc. Monsignore vescovo di Padova Carlo Agostini. (Dattiloscritto).

Franco Signori. Storia di Solagna e del suo territorio. Le origini. A cura del Comitato promotore della storia di Solagna, 1995.

Luigi Schiapparelli L. (a cura di), I diplomi di Berengario I, Roma, 1903.

Luigi Todesco. Solagna. Notizie e ricordi per i reduci. Padova Tipografia del Seminario. 1919 Anastatica luglio 1998, Grafiche Tassotti

 

it.wikipedia.org/wiki/solagna

www.comune.solagna.vi.it

www.comuni-italiani.it