VERCI ANDREA - SACERDOTE - ARCIPRETE DI BASSANO - 1703-1781

 

VERCI ANDREA  sacerdote, arciprete di Bassano

 

Cenni Biografici e Storici


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1703, 3 Agosto

Devo ringraziare il Prof. Gabriele Farronato che gentilmente mi ha fatto visionare copia fotografata dell’atto battesimale e mi ha messo a disposizione la trascrizione dello stesso, avvenuto in Santa Maria in Colle: “ Adì, 18 agosto (registro dei battesimi anno 1703).  Gio Andrea figliolo del sig. Gio Batta Verci e della sig.ra Lugretia sua consorte, nato il 3 agosto suddetto, compadri al catechismo furono li signori Gio:Alvise Bellaviti dottor, il sig. Pietro Bellaviti e il sig. Zerbin Salvioni, battezzato da me Pre Gio Francesco Franchini curato” .

Gio. Battista Verci fu Alessandro e Lucrezia fu Mattio Moratelli di Vicenza si erano sposati nel 1693.

Dopo la morte della moglie, avvenuta nel 1724,  il padre di Andrea ricevette dal suocero Moratelli 1500 ducati (in parte erano la dote della figlia Lucrezia), ducati che dovevano essere divisi in parti uguali tra i suoi due figli Andrea (in oggetto) e Matteo.

Infatti il 28 aprile 1724 Gio. Battista (poi Giambattista) Verci assegnava 750 ducati al “rev.do chierico Andrea suo figlio perché possa costituire il suo patrimonio e che possa essere indirizzato alli sacri ordini del Sudiaconato, Diaconato e Presbiterato”.

 

1734, 11 luglio

Venne eletto arciprete di Bassano.

In questo stesso anno il Consiglio Comunale cedette in uso al nuovo arciprete e ai suoi successori la cosiddetta Ca’ Zen (rappresentante un immobile assai vicino alla Chiesa di S. Maria in Colle, acquistato dal Comune dal patrizio veneziano Giacomo Gradenigo agli inizi del Settecento.

Divenne veramente l’abitazione dell’arciprete solo dopo la metà del Settecento, e precisamente nel 1760, quando divenuta abitabile, il Verci abbandonò la vecchia “canonica” che era situata in Campomarzio (più precisamente ruga superiore di Campomarzio, l’attuale Via Verci), fin dall’inizio del Quattrocento.

Inoltre fu costruita la sacrestia maggiore della Pieve e fu ridotta a campanile una delle antiche torri del Castello.

Dell’azione religiosa e sociale del Verci si deve ricordare:

 - L’interesse e il sostegno per l’opera che avevano in animo di realizzare a favore di fanciulle orfane e abbandonate i fratelli sacerdoti don Giorgio e don Santo della famiglia Pirani. Infatti ancora prima che don Giorgio raccogliesse nelle sua casa le prime orfanelle l’arciprete Verci e ventisei cittadini firmavano l’8 ottobre 1750  una carta obbligatoria con la quale si impegnavano a devolvere ogni anno una somma per la costruzione di un orfanatrofio. Come scritto nel lavoro della Chiesa della Annunziata il Verci fu sempre vicino ai Pirani nelle varie necessità che di volta in volta si presentavano.

 - Nella Chiesa di San Vito vi è una iscrizione “ex pietate fidelium. Io Andrea Verci Vicarius Foraneus Bassani, a. MDCCXLI” testimoniando come il Verci abbia contribuito  finanziariamente ad una migliore sistemazione della Chiesa e alla possibilità di conservare nella Chiesa il Santissimo.

 - La fondazione della Collegiata di S. Maria in Colle. In epoca altomedioevale le pievi erano officiate da un clero che viveva in piena comunione di attività e di mezzi sotto una figura detta “archipresbyter” che faceva le veci del Vescovo.  Questa vita comunitaria nel vero senso della parola subì  però successivamente una evoluzione in una vita più blanda, di tipo “collegiale” e per questo le pievi si trasformarono in “collegiate”, fino poi alla loro disintegrazione. A Bassano negli anni 1756-1757  su iniziativa del Comune e di alcuni religiosi privati si ricostituì la Collegiata di S. Maria in Colle “come nei tempi antichi”. A tale decisione non mancarono le spinte di varie pie oblazioni , nonché il testamento del 12 gennaio 1756 della nobildonna  Giustina Donà, vedova di Paolo Antonio Belegno, ultima della nobilissima famiglia veneta degli Erizzo,  dei quali rimane ancor oggi la residenza. Tale iniziativa fu sottoposta al vaglio dell’arciprete  Verci, che  la approvò nella forma più ampia. Tuttavia durò poco. Nel 1810, il 13 maggio, a seguito della soppressione napoleonica furono demaniate sia le rendite che le prebende, e così cessò l’officiatura giornaliera, che veniva garantita dalla Collegiata.

Non furono idilliaci i rapporti con suo fratello Matteo e con il nipote Giambattista, diventato poi lo storico che conosciamo.

Nell’età adolescenziale Giambattista Verci ebbe un periodo di grande sbandamento per la frequenza di compagnie poco raccomandabili e per la passione per il gioco d’azzardo. Quando aveva quattordici anni e mal sopportava l’autorità dello zio arciprete riuscì con false chiavi ad aprire uno scrigno che lo zio  teneva nella stanza da letto rubando cento zecchini  che poi sperperò in partite a carte e a bigliardo. Le voci di quanto accaduto si diffusero e giunsero anche alle orecchie dello zio arciprete, il quale prese a ceffoni il nipote, lo ingiuriò infliggendogli poi penitenze ed umiliazioni. Giambattista scappò di casa. Ma ritornò indietro per non dispiacere al suo buon padre. Lo zio su sollecitazione di varie persone lo perdonò ma non smise di tormentarlo con vari castighi per indurlo alla sua volontà che era quella di prendere l’abito da prete, perché quella sarebbe stata la strada della sua salvezza.  Nel 1755 vestì l’abito clericale, ma già nel 1762 aveva già abbandonato la carriera ecclesiastica ... mantenendo verso lo zio per tutta la vita un profondo rancore.

Nei confronti del fratello Matteo bonario e di carattere debole, Andrea Verci era sicuramente più pragmatico, determinato e volitivo. Matteo non mancherà comunque in una requisitoria di sottolineare alcuni aspetti spigolosi del fratello sacerdote in particolare quando si trattò di difendere i suoi personali averi. Affermava Matteo “ Quando vide che cresceva la famiglia in quantità e qualità e che per conseguenza venendo grandi li figlioli crescevano le spese … contro mia aspettativa con stupore de parenti, amici di tutto Bassano … si è absentato dalla casa paterna e ritirato nella sua canonica abbandonando la famiglia con strapazzi e vilipendii lì 15 gennaio 1760 … asportandosi moltissimi mobili di casa … lasciandomi quasi sprovveduto di biancheria e con entrata non mai sufficiente al mantenimento ed educazione … “.

 

1781, 25 settembre

Per quanto riguarda la morte dell’arciprete, riporto al riguardo la trascrizione della copia fotografata riportata nei registro di Santa Maria in Colle gentilmente  messa a mia disposizione dal Prof. Gabriele Farronato: “Addì 25 settembre 1781. Mons. Rmo Sig. D. Gio:Andrea Verci Arciprete Can:co d’anni 78 ca morì improvvisamente e fu sepolto nella Chiesa di S:ta Cattarina fatte l’esequie dal Rmo Sig. D. Gio:Batta Cremona Canonico.

 

Fonti documentali

AA.VV. IL duomo di Santa Maria in Colle di Bassano del Grappa. Comitato per la Storia di Bassano e Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona. Bassano del Grappa, 1991.

Mantese Giovanni. Rosa’. Note per una storia civica e religiosa della comunità nel contesto del territorio bassanese. Opere Assistenziali di Rosà, 1977.

Mantese Giovanni. Bassano della storia. La religiosità. Parrocchia di Santa Maria in Colle. Bassano 1980.

Parrocchia di S. Maria in Colle. Mille anni di storia cristiana, Bassano del Grappa, 1997.

Rumor Sebastiano, Gli scrittori vicentini del secolo decimoottavo e decimonono 1908

Vinco da Sesso Giambattista. Giambattista Verci, Vita ed opere. L’illustre bassanese. N°36, luglio 1995. Editrice Minchio Bassano, 1995.