BASSANO DEL GRAPPA - MONUMENTI BASSANESI - LA TORRE CIVICA

 

LA TORRE CIVICA di BASSANO DEL GRAPPA

chiamata anche TORRE GRANDE DELLE ORE

e

L’OROLOGIO DELLA TORRE

di VASCO BORDIGNON

 

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La torre allo stato attuale, immagine dalla Chiesa di San Francesco

In piazza Garibaldi oltre alla Chiesa di San Francesco posta a sud, volgendo lo sguardo verso nord, non possiamo non soffermarci sulla imponente Torre Civica, che si innalza dalla piazza per 43 metri. Ha una struttura portante in mattoni pieni ed una muratura perimetrale posta a 35 metri  circa, poi da qui con una struttura più sottile si erge fino a 41 metri. La poderosa base tronco-piramidale non è più visibile a causa dei caseggiati costruiti nel XIX secolo.

 

LA STORIA DELLA TORRE

La Torre Civica viene documentata per la prima volta nel 1349 in occasione di una ricollocazione di una campana comunale.

E’ verosimile che sia stata costruita prima di questa data, vale a dire o poco prima o poco dopo il 1312, quando, per dare maggior sicurezza all’abitato cresciuto al di fuori dell’antico castello, si avvia la costruzione della seconda cinta muraria.

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Particolare della Torre Civica da una pianta schematica di Bassano (1690-1691). La Torre viene dipinta nell’aspetto che doveva avere dopo la sovraelevazione e le modifiche della copertura avvenute nel 1452.

Non è certo quale sia stata la sua funzione se militare o civile.E probabile che inizialmente sia stata progettata a fini militari, che davano molta importanza a tali manufatti perché offrivano il dominio di osservazione e di tiro sulle mura e sulle zone adiacenti, ipotesi suffragata dalla imponenza della costruzione, della mancanza di elementi decorativi, dalla posizione che garantiva il controllo sulle mura. Tuttavia nella realtà fin dal 1349 il suo uso è stato prevalentemente civile: infatti era il Comune che provvedeva alla sua manutenzione e alla paga dei custodi. Questi custodi detti anche “turrresani o torrigiani” nel tempo si ridussero ad uno solo che viveva colà con la sua famiglia. Avevano il compito di vigilare dall’alto sia di giorno che di notte segnalando al primo manifestarsi di qualsiasi focolaio di incendio facile a propagarsi e assai pericoloso in quanto l’abitato era sostanzialmente di legno [si deve ricordare che vi è stato per molto tempo, adiacente alla Torre e alle strutture difensive vicine, un ampio fossato che occupava le attuali Piazze, al cui interno vi era, anche quando furono riempite, una grande vasca d’acqua per attingere in caso di incendio (vedi immagine sopra) ] ed inoltre con il suono delle campane regolavano ogni aspetto della vita del borgo: il mercato, le botteghe, le assemblee, il coprifuoco i turni di guardia, come pure potevano segnalare altre improvvise evenienze (tumulti, calamità o assalti improvvisi). [Ricordo come durante la prima guerra mondiale questa Torre fu utilizzata per dare il preallarme di incursioni aeree, segnalate dalle  sirene e da bandiere rosse (vedi immagine sottostante)]

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La torre durante la prima guerra mondiale

 

Le informazioni durante il periodo veneziano, dal 1404 al 1797, di questa torre sono più frequenti ma relative a ciò che attiene a restauri o modifiche. Altri documenti correlati riguardano solo il divieto, sottolineato nelle concessioni comunali per costruzioni abitative, di non intaccare la scarpatura tronco-piramidale, chiamata anche “peon”, della Torre Civica, come risulta nel 1586.

L’attuale porta della torre, qui collocata a partire dal XV secolo, profilata in pietra e decorata con lo stemma di Bassano nel 1494, sopraforata nel 1625 per dar luce all’abitazione del custode, era collegata a terra con una scala fissa con gradini di legno, sostituiti in parte dal 1727 da altri in pietra.

Una delibera del Consiglio del 1491 espressamente prevedeva l’abitazione del custode e della sua famiglia all’interno della torre, alla base della canna, in modo che risiedesse all’interno sia di giorno che di notte, sostituendo i  tre custodi che antecedentemente si alternavano nei vari turni con il rischio della mancanza di uno e che non vi fosse né sorveglianza né suono delle campane. Per non essere costretto ogni volta a scendere o a salire da terra chi aveva la conduzione della torre poteva gettare le immondizie su un cortiletto e sempre dall’alto poteva lasciar cadere i rifiuti organici da una specie di “cesso” che sporgeva da un poggiolo.

Questa Torre Civica veniva chiamata anche  “Torre grande delle ore” in quanto le ore venivano scandite solo dai rintocchi delle campane.

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Progetto del Gaidon che sostituiva il tetto a spioventi con una terrazza merlata, accogliendo i suggerimenti del Cicognara

Nel 1823 si pose in essere un ulteriore restauro su progetto di Giuseppe Gaidon figlio di Antonio Gaidon, e successive modifiche proposte da Leopoldo Cicognara presidente della Accademia delle belle arti di Venezia: veniva   sostituito il tetto a spioventi con una nuova copertura a terrazza con merlatura profilata a coda di rondine con riduzione delle aperture da 4 a 3.

Nel 1986 e nel 2001 gli ultimi due interventi che hanno permesso di consolidare il paramento esterno con sostituzione dei mattoni mancanti e lesionati, la rifugatura dei giunti tra i mattoni, l’eliminazione della vegetazione spontanea, rifacimento della pavimentazione dell’ultimo piano, la pulizia da escrementi dei picconi e la chiusura dei fori per impedirne la loro entrata, ecc.; poi nel 2001 si è provveduto al restauro e alla ristrutturazione dell’involucro interno con una sostituzione della scala interna adeguata alla funzione pubblica della torre, la sistemazione delle pavimentazione e illuminazione dei vani adibiti a esposizione di elementi storici e un miglioramento all’entrata pur mantenendo la scala esterna col suo andamento originale (immagine sottostante).

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L’OROLOGIO DELLA TORRE

Per immettere un orologio, conservando alle campane la loro funzione, se ne parlò nel 1626; se ne acquistò uno, di dubbia efficacia allo scopo, nel 1664.

Nel 1750 venne trasferita la vecchia macchina dell’orologio della Loggia  di piazza, sostituita dal Ferracina nel 1746.  Lo stesso Ferracina nel 1773 provvedeva al suo ammodernamento ma il meccanismo doveva già essere così consumato e obsoleto che già nel 1799 il Comune acquistava a caro prezzo un orologio tutto nuovo da un certo Francesco Tessarolo.

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Immagine  complessiva del vecchio orologi con tutti i suoi meccanismi

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Dettaglio dei vari meccanismi 

Il meccanismo (130 pezzi con un peso di 350 kg) è costruito con verghe di ferro forgiate a mano e al maglio. Altre parti sono realizzate in bronzo.  L’asta del pendolo è in legno per impedirne variazioni di temperatura stagionali e di conseguenza irregolarità nella misurazione del tempo. Nel 2002 è stato deciso di effettuarne il restauro: è stato smontato in ogni sua parte ed effettuata pulizia dalle incrostazioni e dalla ruggine,  trattamento antitarlo sui tamburi avvolgicorde in legno, sostituzione delle funi di acciaio non originarie con altre di canapa… Il restauro, durato vari mesi, è stato effettuato da Antonio Padino.

 

 

015_-_INTERNET_-_ok_AVVISO_-_DSCN1042 LA VISITA ALLA TORRE

La Torre è visitabile, seguendo le avvertenze o contattando il seguendo sito

http://www.comune.bassano.vi.it/Vivi-la-citta/Da-vedere/Architetture/Torre-Civica

L’ingresso è a sud, a otto metri di altezza, cui si accede con una stretta scala esterna, come già illustrato sopra.

 

 

 

 

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Prima di entrare alzare gli occhi verso la canna della torre e si vedrà un’imponente immagine del Leone di San Marco (vedi immagine sovrastante). Non si sa l’anno in cui quando questo emblema sia stato dipinto.

La visita alla Torre Civica inizia subito dal primo piano e sia sale poi  di piano in piano con la storia della città attraverso immagini, modellini, documenti e mappe di grande interesse culturale.

1° piano : La torre civica

2° piano : La genesi e il decollo di Bassano fino al XIV secolo

3° piano : Lo slancio economico e culturale nei secoli XV e XVI

4° piano : Bassano e il Brenta

5° piano : la trasformazione del centro storico nell’800.

In questa sala troviamo l’antico orologio con tutti i suoi meccanismi, come da immagini già descritte sopra.

6° piano : la Bassano di oggi

Dal 6° piano mediante una stretta scala in mattoni si sale al piano del “Campanon”, della grande campana della torre, attualmente utilizzata in rare e particolari occasioni.

 

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Il "Campanon"

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Scala a chiocciola verso la Terrazza merlata

Quindi mediante una stretta scala a chiocciola si arriva alla terrazza merlata dalla quale numerose sono le immagini di grande bellezza e fascino che ancora oggi ci offre.

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008_-_INTERNET_-_TERRAZZA_TEMPIO_OSSARIO_torre_civica_-_008_-_piano_MERLATURA_-_OSSARIO_-_BASSANO_DALLALTO_-_DSCN0988

Il Tempio Ossario 

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La Chiesa di San Giovanni in restauro, Piazza Libertà in un giorno di mercato, le acque del Brenta e, a destra, il territorio di Marostica ai piedi delle colline

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Le vecchie mura di Bassano del Grappa, la torre di ser Ivano, il Campanile e la Chiesa di Santa Maria in Colle , e altro ancora...

Ne vale propria la pena, anche per trovare una ispirazione come per il pittore Riccardo Galuppo nel suo quadro 

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Riccardo Galuppo, Bassano del Grappa "La Torre", olio su tela, cm 40x50

 

Principali Fonti documentali

AA.VV. Risalendo la città. Guida all’esposizione permanente della Torre Civica. Comune di Bassano del Grappa, 2003

AA.VV. Storia di Bassano. Comitato per la Storia di Bassano. Bassano, 1980

Brentari Ottone. Storia di Bassano e del suo territorio. Sante Pozzato, Bassano, 1884

Fasoli Gina (a cura) Atlante Storico delle Cittaà Italiane. Veneto. Bassano del Grappa. Grafis edizioni. Bologna,1988

Mostra Antologica di Riccardo Galuppo. 35 anni di pittura. Bassano del Grappa, 1987

Remonato Ruggero. Spigolature bassanesi. A spasso per la città di ieri e di oggi. Editrice Artistica Bassano. Bassano, 2010

Restituzioni. Bassano del Grappa. Il restauro della Torre Civica. Terra Ferma – Banca IntesaBci, 2002