BASSANO DEL GRAPPA - GIARDINO PAROLINI - UN AMORE, UNA PASSIONE DI UN UOMO, NON DI UNA CITTA'

 

GIARDINO PAROLINI

UN AMORE, UNA PASSIONE DI UN UOMO,

NON DI UNA CITTA'


a- la storia del Giardino Parolini

b- oltre ai "monumenti della natura" ci sono altri monumenti...

c - il lento e difficile ricupero del Giardino


LA STORIA DEL GIARDINO

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1788

Alberto Parolini nasce a Bassano in Borgo Leon (ora via Beata Giovanna) in data 24 giugno 1788, figlio di Francesco e di Elisabetta Chiara Savioni di Venezia.

Nasce quindi inserito in una fa

miglia ben conosciuta a Bassano, originaria da Rosà dove lascia tracce a partire dal XVI – XVII secolo: infatti intestatario di una lastra sepolcrale, inumato in San Francesco nel 

1756 è Alberto di Zuanne Parolin  che inaugurò o confermò la fortuna della famiglia a Bassano, dove si trasferì per matrimonio allargando l’attività di fattore ereditata dal padre a quella assai più lucrosa di mercante di derrate alimentari. Francesco Parolini, figlio del succitato Alberto e nonché padre di questo Alberto in trattamento,  fu ammesso nel 1801 al Consiglio cittadino a seguito di una grande elargizione in denaro alla Città  acquisendo il titolo nobiliare. Si deve ricordare che il nome originario era 

Parolin, trasformato proprio da questo Alberto in Parolini.  Lo stemma della famiglia era rappresentato da un paiolo sul cui bordo o manico si appoggiava una colomba che teneva nel becco un ramoscello d’olivo. Forse la presenza del paiolo stava a significare il loro mestiere originario di costruttori di paioli, ma anche l’origine del loro cognome in quanto il termine dialettale di paiolo è “parolo”, e quindi Parolin sarebbe il diminutivo di Paroli, che, al plurale, indicava gli appartenenti a questo ceppo.

 

 

1793

A soli 5 anni improvvisamente muore la mamma.

 

1796

Giambattista Brocchi, concittadino di Alberto, in occasione delle nozze Dotti-Papafava  pubblica un libretto intitolato “Trattato delle piante odorifere e di bella vista da coltivarsi ne’ giardini, 1796, 8°”. Leggendo questo trattatello nel piccolo Alberto (ha solo otto anni) scatta il fascino e l’amore per le piante e quindi per il suo giardino.

 

1805 - 1815

Nel 1805 pianta nel podere paterno un Cedro del Libano, che negli anni diventerà il simbolo stesso del suo giardino.

Negli anni successivi pianta e a fa crescere a suo piacere una serie di piante nel sistema tradizionale quale brolo, prato, orto, ecc.

E’ anche il periodo degli studi a Padova ove frequenta l’Orto botanico e lezioni di illustri professori.

1810

Alberto Parolini, resosi conto che occorreva una profonda base scientifica per acquisire una maggiore sicurezza nelle varie scienze cui ardevano le sue passioni e anche spinto dalle continue ricerche e dalle conseguenti collezioni mineralogiche del Brocchi  lascia Bassano per Milano e poi per Pavia luoghi nei quali poté ascoltare e approfondire le varie scienze spiegate dai più autorevoli professori del tempo.

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1811 - 1812

Il Parolini viene scelto dal Brocchi per una esplorazione geologica della penisola,  che sarà per il giovane bassanese una spinta formidabile per ampliare le sue conoscenze mineralogiche e botaniche e soprattutto per progettare altri viaggi ed  altre esplorazioni con lo scopo di trovare e arricchire le sue collezioni non solo di piante e di semi ma anche di minerali e di conchiglie fossili.

Nonostante tutto, la sua attenzione rimane per il suo giardino: infatti già aveva scritto un “Catalogo delle piante del mio erbario nel 1812” dove oltre ad annotare numerose erbe raccolte nei più diversi luoghi d’Italia, annota pure  628 specie descritte come Horti nostri! E  tra queste piante vi è la presenza di tipiche piante decorative (Gelsomini, Gladioli, Gerani, Garofani, ecc.) come pure piante di puro interesse scientifico (es. Ephedra distachya, o alcune Rose antiche, ecc.)

 

1814

Già “il primo dell’anno 1814” si ha una mappa disegnata nella quale appare “la configurazione del terreno occupato dal giardino, stue, conserva, cedrara, stradone, prativo, orto a corte del Signor Francesco Parolin del fu Alberto (cioè il nonno) posto nella Comune di Bassano, in Borgo Lion”. Ben chiara nella mente del Parolini giovane una perfetta organizzazione con lo stradone rettilineo alberato che lo attraversa, a lato in posizione esposta al sole gli edifici per la “conserva dei vasi” e la “cedrara”, e attorno, tutto ben delimitato da spazi ben precisi, il prato, l’orto, il frutteto. Pertanto il Parolini attraverso questo progetto aveva in mente ben altro che un semplice giardino, voleva avere con questo una vera attività scientifica.

 

1815

Dopo la morte del padre, Alberto Parolini viene ad ereditare una vera fortuna in denaro, terreni, proprietà immobiliari. Per certo era proprietario delle Grotte di Oliero, da lui stesso aperte e valorizzate, nonché altre proprietà in territorio di Rosà, nel tempo non più identificabili.

 

1816

Alberto Parolini viaggia per la Baviera, lungo il corso del Reno e poi per l’Olanda

 

1817

Il Parolini si trattiene per lunghi periodi sia a Parigi sia a Londra.

A Londra viene a conoscere le nuove idee su un giardino di tipo romantico e paesaggistico ed ad emozionarsi immergendosi nelle varie realizzazioni già esistenti. Inoltre sempre a Londra ritrova un giovane naturalista inglese Filippo Barker Webb conosciuto anni prima a Venezia. I due s’integrano a vicenda e quindi progettano un grande viaggio esploratore nella Grecia e nell’Asia minore.

PINUS_PAROLINII1817 e successivi

Il Parolini tornato in Bassano inizia a modificare completamente il suo giardino dopo aver ammirato quelli inglesi. Cambia radicalmente l’assetto del podere e inizia a dare all’insieme un approccio pittoresco togliendo quindi nella disposizione del suolo e delle piante quella eccessiva regolarità artificiale e monotona cercando di sviluppare un paesaggio naturale realizzando le cosiddette “montagnole” spostando ingenti volumi di terra , creando di fatto una atmosfera quasi teatrale che poi dissolveva nel paesaggio esterno. Realizza viottoli serpeggianti che entravano ed uscivano tra macchie alberate e improvvisi spazi aperti; utilizza i tipici sempreverdi della tradizione del Giardino (Alloro, Lentaggine, Lauroceraso, Aucuba e altri); ricrea ambienti per la flora delle Alpi e delle rupi mediterranee; dà grande spazio alle piante che amava di più, le Conifere cercando le diverse specie di Cipressi e di Pini provenienti sia dall’Europa che dall’America, dalle imponenti Sequoie ai Cedri di grande bellezza. Inoltre negli anni crea quello che fu chiamato il Pinetum, un insieme di numerosi esemplari di quel Pino che fu da lui scoperto nel 1820 sul Monte Ida in Asia minore (come diremo tra poco). Inoltre dispone di spazi per la coltivazione di tutte quelle piante erbacee ed arbustive provenienti da ogni luogo e da ogni clima che facevano parte della sua ricchissima collezione, ma anche si interessa della coltivazione di erbe per puro interesse scientifico.

Ci vollero anni e la collaborazione di una squadra di giardinieri guidati da Francesco Parisotto, una figura competente e assolutamente fedele al Parolini, perché il Giardino raggiungesse una propria completa configurazione. Per questo fine ci volle oculatezza, tenacia e pazienza oltre ad una grande disponibilità di mezzi, una infinita passione ed una elevata  competenza .

 

X_INTERNET_BARCKER_WEBB1819 – 1821

Il Parolini con il suo amico Barker Webb (immagine a lato) realizza il celebre e fruttuoso viaggio in Grecia e Asia Minore completato alla fine con la visita esplorativa di alcune regioni della Sicilia e poi di alcune zone attorno  a Napoli raccogliendo innumerevoli campioni di rocce, piante, semi.

E’ proprio durante questa esplorazione, sul Monte Ida che Parolini  trova un Pino a lui finora sconosciuto. Porta a casa le pigne, fa germinare i semi, e nascerà un Pino che verrà poi dichiarato “nuovo” alla scienza e dedicato al suo scopritore, il Pinus parolinii. Ma non era così: alberi analoghi erano stati visti in Calabria dal botanico napoletano Tenore che li aveva battezzati Pinus brutia. Negli anni successivi si confrontarono i campioni e si dimostrò come i due campioni fossero della stessa specie che, per la priorità di scoperta, mantenne il nome di Pinus brutia. Ma concordando con Giuseppe Busnardo, il nostro attuale profondo conoscitore di botanica e del Parolini stesso, "anche se il binomio Pinus parolinii cadde perciò per sinonimia, per noi quest'albero resta sempre il Pino di Alberto Parolini".

 

1822 - 1867

Il 9 aprile del 1822 il Parolini ritorna alla sua Bassano ricco di un imponente bottino scientifico e con nuove idee e realizzazioni.

Acquista un’area che comprende una casa con corte, pozzo e adiacenze tutte, non escluso il poco fondo ossia corticella intermedia a settentrione della casa. Una volta demolite le costruzioni apre un ingresso al giardino da nord in corrispondenza del Viale delle Fosse che allora rappresentava il verde pubblico bassanese. Infatti sul luogo degli antichi fossati scavati lungo le mura trecentesche Antonio Gaidon realizzò tra il 1791 e il 1794 questo passeggio impostato su un grande viale centrale e fiancheggiato a sua volta da due viali pedonali a doppia piantata di olmi successivamente sostituiti dai tigli e ornati da statue distrutte durante le guerre napoleoniche. Così il giardino veniva ad inserirsi e a valorizzare ulteriormente questo asse di verde pubblico.

 

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L’ingresso verso le Fosse viene costruito con un cancello lanceolato fissato a due imponenti colonne di stile dorico prive di capitello in adeguamento allo stile del “rovinismo scenografico” caratteristico del tempo.

Ridisegna (come detto) radicalmente e integralmente tutto il giardino che assumerà così l’assetto maturo e definitivo di “giardino botanico” dando nel 1834 alle stampe un proprio catalogo ricco di 837 specie scambiabili: significa che Parolini non solo sa coltivare tutte queste specie ma che è in grado di fornire a chiunque lo richiedesse un’adeguata quantità di semi.   Raggiunge così un prestigio di livello europeo, che richiamerà le personalità scientifiche più importanti europee, oltre a personalità politiche come l’Imperatore d’Austria Francesco I.

1829

Alberto Parolini, a 47 anni, convola a nozze con Giulia Londonio di Milano.  Dei sei figli avuti, solo Elisa ed Antonietta sopravviveranno.

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Il giardino di papà, disegnato da Elisa Parolini [da "Di Rara Pianta" Giardino Parolini, Bassano del Grappa, 2015

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1867

Il 15 gennaio 1867 muore Alberto Parolini, attorniato dalle sue due figlie, Elisa sposa del naturalista irlandese John Ball, ed Antonietta sposa del nobile bassanese Paolo Agostinelli.

Elisa cinque mesi dopo la morte del padre, per un male incurabile lo segue nel sepolcro.

Il giardino viene ereditato dalla figlia Antonietta.

1867 - 1902 – La figlia Antonietta, fedele alle impostazioni paterne,  per oltre due decenni mantiene ed accresce il giardino tanto che nel 1874 il catalogo dei semi scambiabili arriva alla impressionante cifra di 3200 specie!

1902 – 1930

Il Giardino diviene proprietà del figlio di Antonietta, Alberto Agostinelli Parolini, che, verosimilmente per la mancanza di una vera passione botanica, progressivamente trasforma il giardino botanico in un parco signorile con carattere prevalentemente ornamentale. Moltissime collezioni pregiate di piante vengono così abbandonate.

 

1908

Alberto Agostinelli Parolini redige un lascito secondo cui, alla sua morte, il Giardino verrà donato alla città.

1909

Il Giardino Parolini viene dichiarato Monumento Nazionale

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1927

Alberto Agostinelli Parolini muore.

1930 – 1953

Dopo un periodo di contenzioso tra eredi e il Comune, nel 1930 Il lascito diviene esecutivo. Il Giardino, aperto ufficialmente  l’8 di giugno, ben presto acquisisce una connotazione di svago, di passatempo per le più svariate manifestazioni : dal saggio dei pompieri, alla feste danzanti, alle rassegne bandistiche … L’interesse per la bellezza e il pregio di tutte quelle imprevedibili presenze della  natura che il grande Parolini aveva regalato alla sua Bassano viene a scemare di anno in anno.

1935

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Il 29 marzo del 1935 una tremenda bufera sradica e schianta al suolo il Cedro del Libano, di cui si vede nella immagine sovrastante l'impressionante apparato radicale, assieme al custode "storico" del Giardino il signor Piero Carletti. Viene tramandato che questo cedro del Libano sia stato piantato da Alberto Parolini nel 1805 come atto di inizio del suo giardino.[da "Di Rara Pianta" Giardino Parolini Bassano del Grappa, 2015] 

 

1940 - 1945

Poche settimane prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, dopo una visita di De Bono in città, tutto il prato adiacente all’abitazione viene trasformato in “orto di guerra” e seminato a grano. Cinque anni dopo, alla fine delle ostilità, una colonna di automezzi militari alleati entrano nel parco e con le loro manovre distruggono aiuole, siepi e alberi.

Tenta di rinascere, ma non riesce più ad avere una propria identità, una propria connotazione e  diventa un qualsiasi parco pubblico.

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1949 - 1953

Nel 1949 iniziano i contatti con ANAS e Amministrazione comunale per trovare una soluzione all’aumento del traffico che da sud entra in città. Si sceglie di spostare e di rettificare l’angusta vecchia via Parolini e il prezzo da pagare sarà la mutilazione del Giardino. Nel 1952 le ruspe entrano e distruggono montagnole, vialetti,  le folte siepi, il rustico ponticello, le piante antiche, il Pinetum,  la lavanderia con legnaia e portico, un’abitazione (del massaro)  e un vecchio pozzo che forniva l’acqua.

1953 - 1991

Il Giardino viene sempre più vissuto esclusivamente come verde pubblico per il tempo libero. Molti alberi di pregio scompaiono negli anni successivi. Si respira una progressiva decadenza.

 

 

OLTRE LA NATURA, ANCHE ALTRO DA AMMIRARE

 

A poca distanza dall'ingresso, sulla destra è stata posta nel 1988, in mezzo ad un prato, dagli amici del Lions Club Bassano una opera dello scultore Danilo Andreose  (1922-1987) particolarmente significativa sia per la composizione sia per la intrinseca bellezza. L'opera è stata chiamata "germinazione". Per la biografia dell'artista vedi la sezione Personaggi, biografie e altro.


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A po' più avanti, alla nostra sinistra, possiamo vedere un'altra opera su un basamento in marmo: è il busto del nostro concittadino Efrem Reatto, medaglia d'oro al valor militare, la cui vita viene riportata nella Sezione Personaggi, biografie e altro...

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E’ stato collocato in questa sede dopo la Seconda Guerra Mondiale, mentre precedentemente il busto commemorativo di Reatto era stato messo sopra una mensola di marmo nella facciata di casa Michiel in Piazzotto Monte Vecchio nell’ottobre del 1936, e nel 1943 lo stesso Piazzotto veniva intitolato all’eroico alpino.

Nella parete anteriore è inciso: EFREM REATTO/ TENENTE DEGLI ALPINI/ MEDAGLIA D’ORO/ SUL CAMPO/ NATO A BASSANO DEL GRAPPA/ IL 7.4.1909/ MORTO AD AMBA UORK/IL 27.2.1936.

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L'opera è dello scultore romano Domenico Ponzi (vedi biografia nella sezione Personaggi, biografie e altro)


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Procedendo, sulla destra, si apre un ampio spazio attorniato da alti ed imponenti alberi. Nel mezzo, tra due panchine di marmo, vi è un pilastrino su cui poggia il busto del sindaco bassanese Antonio Giaconi Bonaguro che tanto ha fatto per la sua cittadinanza. Vedi brevi notizie sulla sua vita nella Sezione Personaggi, biografie e altro.

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Nella parte anteriore del monumento, sotto lo stemma del comune, sono state incise queste parole che a malapena si possono oggigiorno intravedere:

AL COMMEDATORE/ANTONIO GIACONI BONAGURO/ CHE / SINDACO DI BASSANO/ L’ANNO MDCCCXCVII/ CON TENACE VOLONTA’/ LE PURE LINFE DELLE PREALPI/ SALUTARI CONDUSSE/ ALLA CITTA’ NATIVA/ MEMORI I CITTADINI/ ERESSERO / MCMXXIX


L’originale bronzeo fu scolpito, come si legge nel Prealpe del 1 novembre 1931, dallo scultore Francesco Brock. Fu inaugurato nell’ottobre del 1939 e posto presso i giardini di Viale Margherita ora Via Chilesotti. Durante la Seconda guerra l’originale bronzeo, raffigurante il volto del sindaco di Bassano, scomparve. L’Amministrazione Comunale con Delibera di Consiglio del 31 marzo 1962, sollecitato da alcuni cittadini, provvide alla rifusione della scultura che fu poi collocata nei Giardini Parolini.

[da Nosadini Paolo. CAMMINANDO PER BASSANO DEL GRAPPA PER SCOPRIRE I NOMI DELLE VIE E DELLA PIAZZE. Ricerca toponomastica della metà del XIX secolo ai giorni nostri. Comitato per la Storia di Bassano. Quaderni bassanesi/Storia 11, 2015.]

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Nel nostro percorso tra il monumento al Bonaguro e a quello successivo dell'Agostinelli troviamo ben distinta una rosa a mazzo di colore rosso vellutato. Vi è una piccola descrizione che così recita:" Nel 2012 presso il vivaio Rose Barni è stato ottenuto un nuovo ibrido di Rosa Polyantha, con fiori a mazzo di colore rosso vellutato. Venutone a conoscenza, il Rotary Club Bassano Castelli ha proposto di patrocinare questa nuova Rosa e di chiamarla ROSA MONTE GRAPPA, volendo così onorare quanti persero la vita per la difesa del Monte Grappa alla Patria nell'imminenza delle celebrazioni per il centenartio della Grande Guerra".


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Più avanti, in mezzo ad una serie di bossi, alcuni a forme geometriche, vi è un altro busto raffigurante il nobile Alberto Agostinelli Parolini, che come abbiamo scritto viene ricordato per aver disposto, alla sua morte, il lascito del Giardino al Comune di Bassano del Grappa. L'opera in marmo è dello scultore Francesco Rebesco, uno dei più grandi scultori del Novecento. 

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L'opera in marmo è stata realizzata nel 1932. Per la biografia del Rebesco vedi Sezione Personaggi, biografie e altro.

Nella parte anteriore del pilastrino vi è questa iscrizione:

AL NOBILE/ALBERTO AGOSTINELLI/ PAROLINI/ CHE QUESTO PARCO AVITO/ ALLA SUA CITTA’/ DONO’/ IL COMUNE / MAGGIO MCMXXXII


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Procedendo ancora verso sud, sempre sulla destra, circondato da un roseto, vi è un monumento bronzeo dedicato al poeta e scrittore bassanese Giovanni Vaccari. L'autore è Luigi Fabris che oltre ad essere un valente scultore è stato anche un grande e innovativo ceramista (vedi Sezione Personaggi, biografie e altro sia per il Vaccari che per Luigi Fabris). 

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La scultura in bronzo è del 1920, ed è conosciuta come "La musa scrivente".

E' di una bellezza straordinaria.

 

IL DIFFICILE, LENTO RESTAURO DEL GIARDINO PAROLINI

 DIARIO CRONOLOGICO

1991 - Il club International Inner Wheel allestisce una mostra rievocativa sul giardino; pochi mesi dopo nasce l’Associazione Amici del Giardino Parolini.

1991 - 2011- Ripetute iniziative pubbliche dell’Associazione Amici del Giardino Parolini e di altri soggetti non riescono ad invertire in modo significativo il declino del Giardino. Il Comune avvia alcuni interventi straordinari ma senza un indirizzo e un adeguato piano di gestione, lo sforzo si rivela vano. Gli anni di presenza SIS, con i mezzi a disposizione, hanno fortunatamente rallentato il degrado mettendo in atto alcune azioni positive mirate (rifacimento serre, restauri spazi d’acqua, ….).

2011- Il 17 aprile il Rotary club Bassano Castelli organizza la prima edizione di “Di Rara Pianta” e nella locandina così scrive:” Il Rotary Club Bassano Castelli  organizza una giornata al Giardino Parolini di Bassano come occasione di rilettura coerente con la sua illustre tradizione storico-botanica che ne fece un luogo di rilevanza ed attrazione europea. Il Giardino ospiterà un programma di proposte dedicate al collezionismo botanico, alle piante rare, all’incontro tra appassionati, all’educazione alla natura ed alla riscoperta del valore del luogo stesso, con l’intento di ricordare come il Parolini realizzò con questo spirito il Giardino stesso, le sue importanti raccolte naturalistiche (erbari, rocce-minerali-fossili e la sua grande biblioteca. Poiché tutto questo patrimonio venne donato alla città, con questa giornata il Rorary Club Bassano castelli intende anche ricordare un cittadino benemerito”.

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2012La seconda edizione di “Di Rara Pianta”, in data 14-15 aprile, nonostante il maltempo, riesce a mantenere vivo, almeno per due giorni, l'amore e la passione per ciò che è rimasto di un grande sogno realizzato dal grande Parolini.

Da www.bassanonet.it del 3 aprile 2012 a cura di Alessandro Tich:  “Non un evento occasionale - sottolinea il sindaco Stefano Cimatti alla conferenza stampa di presentazione -, ma un'importante tappa del percorso di riappropriazione dell'artico giardino botanico creato da Alberto Parolini da parte della città, secondo una “filosofia dei piccoli passi” che punta al recupero complessivo dell'area nonostante le ristrettezze di bilancio. 
“E' una filosofia - rimarca l'assessore ai Lavori Pubblici Dario Bernardi - che intende restituire i Giardini Parolini ai bassanesi e ai visitatori. Il primo piccolo passo è stato quello di tenerli sempre aperti, segno della coscienza di voler recuperare questo bene. Col prof. Giuseppe Busnardo è nata quindi una collaborazione progettuale per lanciare alla città un progetto ambizioso, da proporre nel centro storico e all'interno di una politica del verde.”
“Abbiamo stanziato 150mila euro - prosegue Bernardi - per interventi di messa in sicurezza del patrimonio botanico, e deciso l'affidamento totale a SIS della manutenzione ordinaria. E' inoltre previsto il recupero delle Case Parolini, grazie a un finanziamento di 800mila euro della Fondazione Cariverona. Diventeranno un centro dedicato ai giardini storici con laboratori, aule didattiche e una piccola biblioteca.”
La novità di queste ore riguarda però le serre interne del giardino che SIS Spa - in occasione del 35° anniversario di fondazione - ha completamente restaurato, collocandovi le piantine (immagine sottostante) destinate ad abbellire le aiuole pubbliche e alla piantumazione di essenze arboree nelle vie cittadine.”

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2013 – Nei giorni 20 e 21 aprile ritorna di “Di Rara Pianta”, ma a parte la rievocazione storica  “il ritorno di Alberto Parolini nel suo Giardino” a cura della Pro Bassano, non vi sono state situazione migliorative oggettive per il Giardino. Le promesse sono rimaste tali.

2014 - Ristrutturazione della serra grande e della serra piccola del parco: “ la serra grande – riferisce l’assessore ai lavori pubblici Dario Bernardi – sarà restituita alla sua funzione originale di ricovero invernale e ospiterà lavorazioni orticole, quella piccola diverrà un’aula didattica e di accoglienza per le scolaresche e i visitatori”. I lavori sul recupero della parte verde inizieranno dopo il via della Soprintendenza essendoci già in progetto in fase esecutiva. Giuseppe Busnardo (l’anima del Giardino, VB) così spiega il progetto: “ I lavori sul “verde” saranno eseguiti dalla SIS  e prevedono due fasi. Da un lato ci si concentrerà sull’ingresso del Giardino, con la sistemazione dei giochi per i bambini, l’eliminazione delle piante non originali e la sistemazione del chiosco; dall’altra si provvederà a ricostruire, nella parte centrale, il vero e proprio orto botanico, dove si potranno trovare  piante rare e varietà di fiori e  arbusti interessanti dal punto di vista scientifico e didattico. Inoltre creeremo un orto di piante officinali che sarà poi affidato alle cure di volontari”. L’assessore poi rende noto che a breve sarà approvato anche il progetto esecutivo per la ristrutturazione delle Case Parolini (immagine sottostante), una serie di edifici collocati tra il parco e via beata Giovanna dai quali l’esecutivo intende ricavare dai 12 ai 14 alloggi popolari, un’altra aula didattica e una sede per le associazioni. “Il costo dell’opera – conclude Bernardi – sarà di 2 milioni e 700 ila euro, dei quali 800 mila stanziati dalla Cariverona”. (Giornale di Vicenza, 21-03-2014).

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03 febbraio 2015 – Le serre sono state restaurate (finalmente!); si attende il via libera della Soprintendenza ai beni monumentali per le opere di recupero e di valorizzazione di questo parco. Quali sono le linee di questo progetto? Ne parla l’Assessore alla Cura urbana Roberto Campagnolo (da Corriere Veneto 03-02-2015): “ Si vorrebbe ripristinare l’idea del Parolini con un giardino a valenza scientifica e al tempo stesso rendendolo godibile ai bassanesi e ai turisti attraverso un uso integrato degli spazi, che andranno adeguatamente sistemati e suddivisi: quello delle attività ludiche  o dell’arena cinematografica  opportunamente separati dall’orto delle piante officinali, ad esempio”. L’articolista prosegue: Il percorso di valorizzazione è iniziato un paio di anni fa con la catalogazione e una capillare indagine sul patrimonio vegetale odierno che, nonostante le numerose “ferite” infertegli  negli anni (urbanistiche  e non)  si conferma di pregio. L’assessore poi continua “ Ogni pianta è stata studiata nel suo stato di salute: quelle malate saranno eliminate e sostituite da nuove. Si procederà inoltre con un’azione generale delle erbe infestanti, che in questi anni sono proliferate  compromettendo la fruizione del giardino. Operazioni mirate, pensate per non snaturalizzare l’identità del sito e sulle quali avviare un’efficace azione di promozione”.  Si afferma poi che nel frattempo le serre sono tornate agibili e così il piccolo edificio attiguo, trasformato in un laboratorio didattico. In ballo c’è ancora il progetto delle vecchie case Parolini … e da definire la gestione del polmone verde.

28 marzo 2015 – … la prossima settimana prenderà il via l’intervento di ricupero dello storico parco Parolini. Il progetto redatto da Giorgio Strapazzon con la consulenza botanica di Giuseppe Busnardo prevede, tra le altre cose, la messa a dimora di 15 specie arboree di pregio già presenti nella storia secolare del giardino, che andranno ad arricchire, oltre che impreziosire, il patrimonio arboreo.  Si tratta di rare conifere all’epoca importate da Alberto Parolini e da tempo non più presenti nello spazio verde. Con una spesa prevista in 160 mila euro, l’operazione comprende inoltre una radicale pulizia degli arbusti infestanti e selvatici, la cura delle piante malate e il monitoraggio di quelle  che presentano delle criticità, circa un centinaio, oltre ad una potatura generale  e alla riorganizzazione e sistemazione delle attrezzature  per l’accoglienza. … Busnardo poi sottolinea come il sito per praticità verrà diviso in due parti :” Quella che si sviluppa dall’ingresso verso l’interno avrà funzioni ricreative  e di ritrovo, l’altra invece avrà una connotazione didattico-scientifica, di questa farà parte anche un orto dedicato alle varie piante officinali che sarà curato da uno specialista esterno”. A questa zona saranno chiaramente funzionali le serre restaurate.  Questo intervento di ricupero è stato preceduto dallo screening di un esperto arboricoltore, Giorgio Cocco, che su circa 140 dei 250 alberi con un diametro superiore ai 20 centimetri, tutti censiti e schedati, 100 presentano qualche criticità e quindi saranno monitorati. In ballo vi è ancora il progetto del ricupero delle vecchie case Parolini …. (Corriere Veneto, 28-03-2015).

12-19 aprile 2015 si è svolta la quinta edizione di "Di Rara Pianta", sempre più ricca e accattivante. Da ringraziare, come sempre, Giuseppe Busnardo l'ideatore e l'organizzatore di questo evento e il Rotary Bassano Castelli per la grande disponibilità.  Durante la manifestazione  è stata presentata la nuova rosa “Rosa Monte Grappa”, selezionata nel 2012 dal vivaio Rosa Barni.

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13 novembre 2015 – Colpo di scena al giardino Parolini. Così inizia l’articolo. Durante i lavori di pulizia a pochi metri a ovest dell’ingresso, sotto rovi e cespugli sono state trovate ormai marcite delle grosse assi di legno. Tolte queste si è trovata una breve scala con una diecina di gradini in pietra  collegata ad una ampia cisterna, una vasca sotterranea, lunga 5 metri e larga 4, profonda 3,  della capienza di circa 60 mila litri di acqua, . L’architetto Giorgio Strappazzon – direttore dei lavori - ritiene che questa cisterna servisse a raccogliere le acque piovane dall’attuale Viale delle Fosse e poi tramite un cunicolo rinvenuto a 3 metri di profondità servisse a far giungere l’acqua ad un'altra vasca di raccolta, nota da tempo ad un centinaio di metri di distanza.  (13-11-2015 la notizia è presente sia sul Giornale di Vicenza che sul Corriere Veneto)

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04 aprile 2016. Il progetto sul Giardino Parolini prosegue. Il vicesindaco Roberto Campagnolo ci aggiorna sullo stato dell’arte: “ Abbiamo piantato un centinaio di piante delle 150 previste, 58  le specie inserite, compatibili con la storia del giardino, tra le quali rare conifere e un gruppo di latifoglie  mediterranee per ricostruire il sottobosco dopo la pulizia di quello precedente e la rimozione delle alberature malate o pericolose. Ripristinate le serre, sistemati i locali dei laboratori  e i percorsi pedonali, il prossimo step  riguarda la realizzazione dell’orto botanico e delle felci. Ma la sfida più significativa prevede il recupero  del sistema di irrigazione ideato dal Parolini. Stiamo mappando anche attraverso l’impiego del georadar la rete dei canali e delle vasche costruiti dal botanico  sotto il parco per garantirgli sempre l’acqua”.

16-17 aprile 2016. Sesta edizione di “Di Rara Pianta” nella quale simbolicamente il Giardino Parolini viene riconsegnato alla Città di Bassano in occasione della messa a dimora di un esemplare di Ontano nero donato dalle scuole cittadine. Sono presenti quali “ospiti d’onore” il Muse di Trento con la sua esperienza nella conservazione delle biodiversità vegetali e l’Orto Botanico di Padova, patrimonio dell’umanità, che ha messo in esposizione una collezione di bromeliacee, piante tipiche della foresta amazzonica, e Veneto Agricoltura. Qualificati gli espositori di questa edizione, con la presenza di piante davvero introvabili. Sono poi programmati mini corsi per aspiranti “botanici”, corsi di potatura arbustiva, corsi per la cura delle piante, corsi di fotografia naturalistica, ecc., e visite guidate alla scoperta del patrimonio vegetale presente.  (dal Giornale di Vicenza e dal Corriere Veneto).

16 luglio 2016. Va tutto bene nel Giardino Parolini? “Comune a caccia di soldi per il Giardino Parolini. O si torna al degrado” così titola il Giornale di Vicenza! L’assessore ai lavori pubblici Roberto Campagnolo afferma:” La prima fase dei lavori è stata completata con successo. Ora è indispensabile non vanificare gli sforzi compiuti. Per riuscirci, bisogna almeno raddoppiare l’impegno della manutenzione da 20 mila a 30-40 mila euro l’anno.” Si spera nell’arrivo di sponsor generosi, vista anche la visibilità che darebbe il Giardino.  E le vicine case Parolini? L’Assessore prosegue “Il 25 luglio scade il termine per la presentazione dei progetti. Sul piatto ci sono lavori per una cifra prossima al mezzo milione di euro. Lavori che comprendono anche la realizzazione di un accesso al giardino da via Beata Giovanna. Accanto al nuovo ingresso dovrebbe essere realizzato un bar, in un settore appena restaurato, uno spazio polifunzionale da dedicare alla didattica e alla promozione culturale. La combinazione di sponsorizzazioni e introiti attesi da due nuovi servizi, bar e area didattica, dovrebbero garantire il mantenimento del giardino… Abbiamo pensato anche alla istituzione di un comitato scientifico con funzioni di controllo sulle proposte abbinate al giardino. L’area è monumentale e vincolata, per cui non ci sarà nessuna svendita. Saranno accettate solo attività compatibili con la natura del luogo anche se, dopo aver speso mezzo milione in restauri tra i 110 mila euro dell’area verde e i 400 mila dei lavori alle murature, dobbiamo fare in modo che il giardino entri in maniera stabile tra le abitudini dei bassanesi.”  Mi domando: Come? e Quando?


(Bassano del Grappa, 16 agosto 2016)


FONTI DOCUMENTALI


Baldino Compostella. Le armi delle famiglie nobili bassanesi estinte nel secolo XIX. In “Bollettino del Museo Civico dio Bassano, anno XI, 1914, n.1, pp 13-18.

 

Giamberto Petoello. Frammento di lastra sepolcrale di Alberto Parolini (inv.64). Fine del XVI-inizio XVII secolo, con iscrizionedel1741; pp.138-139, in “Bollettino del Museo Civico. L’archivio di Pietra. Il Lapidario del Museo Civico. Catalogo di Livia Alberton Vinco da Sesso e Giamberto Petoello; 1998-2003, Bassano del Grappa, 2003.”

 

Francesco Schröder.  Repertorio Genealogico delle Famiglie confermate nobili e dei titolati nobili nelle province venete. Venezia, Alvisopoli,1830.

 

Giuseppe Busnardo. Alberto Parolini, la vita, l’opera scientifica. Da “L’Illustre bassanese”, Bassano, settembre 1989, Editrice Minchio, Bassano.

 

Giuseppe Busnardo. Il Giardino Parolini. Illustre bassanese. Numero speciale in occasione della mostra “ Il Giardino Parolini 1805/1952”. 22 Marzo – 7 Aprile 1991. Editrice Minchio, Bassano 1991.

 

Associazione Amici del Giardino Parolini. Guida al Giardino Parolini. Bassano del Grappa,1994


 

Mara Filippi, Enrica Martin. Il Giardino Parolini di Bassano, pagg 7-32: in “Bollettino del Museo Civico 1989-1991, Bassano, 1993