BASSANO DEL GRAPPA - E BASSANO ANDO' ALLA GUERRA...1914 -1918 (2010)

 

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Paolo Pozzato - Ruggero Dal Molin

E Bassano andò alla guerra ... 1914 -1918

attiliofraccaroeditore - giugno 2010 - € 25,00

 

1914:l'eco dei cannoni d'agosto a pag.11

1.1 Le avvisaglie del conflitto --- 1.2 Una città in bilico  --- 1.3 Fedele al proprio passato

1915: il Brenta mormorava ...a pag. 39

2.1 Le ragioni delle armi --- 2.2 Regnicoli e irredenti --- 2.3 Guerra sì, guerra no!

2.4 E Bassano andò alla guerra --- 2.5 Non si tratterrà di pochi mesi ...

1916: la minaccia austriaca sull'Altipiano a pag.81

3.1 Croci uncinate nel cielo --- 3.2 Le operazioni militari:congetture e confutazioni

3.3 La quiete, relativa, prima della tempesta -- 3.4 Gott strafe da treulose Italien

3.5 Ospiti e "ospitati" -- 3.6 Saranno famosi

1917: dal sogno all'incubo a pag 137

4.1 Col primo colpo Asiago... ---  4.2 Le difficoltà del terzo anno di guerra

4.3 Mai stati tanto attaccati alla vita --- 4.4 La difensiva nell'ipotesi 1: speranze e amare delusioni

4.5 Il nemico alle porte

1918: una città in armi a pag 239

5.1 Bassano e i bassanesi nell'ultimo anno di guerra --- 5.2 La testa di ponte di Bassano

5.3 "Taliani" e "foresti": il problema dei profughi --- 5.4 Monte Grappa tu sei la mia patria...

5.5 Il prezzo della gloria --- 5.6 La guerra dopo la guerra

 

Profughi bassanesi nelle provincie italiane a pag 370

Bibliografia a pag 372

Indice dei nomai a pag 377

 

Prefazione
Questo che il lettore ha in mano è un libro... Non si tratta di una boutade, come potrebbe sembrare, o semplicemente di un incomprensibile truismo (per chi preferisce l'inglese), quanto piuttosto della sola certezza che a proposito ne ha chi scrive. È un libro perché è composto di pagine debitamente rilegate, è un susseguirsi di caratteri a stampa ordinati ed è corredato da uno splendido apparato fotografico, curato con la consueta maestria da Ruggero Dal Molin. Si tratta inoltre di un libro su Bassano durante la Prima Guerra Mondiale, di un "libro" appunto, non di un'opera di storia. Chi l'ha scritto ritiene di essere - forse non del tutto a torto - un discreto studioso di discipline militari relative a questo conflitto, di avere una certa confidenza con qualche problematica filosofica e poco altro. Certamente gli mancano le competenze demografiche, economiche, sociologiche e forse anche psicologiche che sono indispensabili per chi voglia cimentarsi nella storia di una città. Perché quello dei fenomeni cittadini è forse uno degli studi più complessi che uno storico possa affrontare; complesso e problematico, perché già la definizione del suo campo d'azione si aggira fra le nebbie dell'incertezza. Dove comincia una città? Dove finisce una problematica urbana per lasciar posto a quella del contado, del mondo agricolo o di qualsiasi altra realtà che non sia appunto cittadina? E quali sono i protagonisti di tale storia? Le classi dominanti, ammesso che sia possibile identificarle con precisione, o quelle teoricamente subordinate? Come deve cambiare poi questa valutazione all'avvento di una società industriale, alla nuova articolazione di ceti e di idee portata dal XX secolo?
Le domande potrebbero continuare e moltiplicarsi, forse all'infinito. Le risposte sono difficili per gli storici che si occupano del medioevo, non sono certo più facili per chi si interessa del mondo contemporaneo. Basti pensare all'odierna realtà veneta, dove è possibile spostarsi da Verona a Conegliano senza mai abbandonare una periferia cittadina, con un tessuto urbano talmente pervasivo da cancellare di fatto ogni confine con la campagna. Non si tratta dunque di una "storia" di Bassano durante la guerra, ma di un "libro", del mio "libro" su una città che non esiste più e che non volevo fosse totalmente dimenticata. Una città la cui bandiera non è decorata solo dalla medaglia d'oro per la Resistenza, ma anche da una croce di ferro per le sofferenze patite in quattro anni di conflitto, dal 1915 al 1918. È un lavoro che nasce dal girovagare, più o meno casuale o pianificato, tra le carte dell'Archivio comunale e tra i vecchi numeri de il "Prealpe", il giornale di Bassano di quegli anni. Si muove tra i lacerti di memoria "bassanese" di tanti memorialisti (italiani e non) che alla città hanno legato mesi oppure pochi giorni, se non solo qualche ora, della loro vita di guerra. Ha curiosato tra i faldoni, che riserbano spesso scoperte incredibili, dell'Archivio storico dell'Esercito, del Museo del Genio di Roma o addirittura - grazie ai buoni uffici di qualche amico storico che ringrazio di cuore - dell'Archivio Centrale dello Stato. In questo vagabondare più che la "storia" di Bassano, ho cercato e trovato le "storie" dei suoi abitanti. Il mio sforzo è stato quello di cogliere l'immagine di un viso, l'illusione di un'esistenza, in un nome, in un atto di nascita o più spesso di morte, in una lettera, a volte dalla prosa sostenuta, a volte terribilmente sgrammaticata, ma mai banale. Mi sono trovato davanti personalità grandi e meno grandi di una piccola realtà cittadina proiettata, quasi di colpo, nella dimensione mondiale di una guerra senza precedenti. Ho fatto quanto possibile per ricostruirne le idee, le sensazioni, le speranze come i timori e le paure, le idiosincrasie accanto agli ideali. Non so se sono riuscito nel mio intento, so però che a ciascuno di loro va il mio rispetto e la mia stima più profondi, il rispetto e la stima che si può nutrire solo per chi ci ha preceduto su una strada tanto più difficile e dura della nostra. Mi resta - ed è giusto oltre che inevitabile che sia così - il timore di averli se non traditi, quanto meno fraintesi.
Se il risultato è dubbio, la sincerità dell'impegno certamente no.

 

(V.B) Importante lavoro del Prof. Paolo Pozzato in quanto colma una lacuna "storica" sugli anni della guerra (la Grande Guerra!) che hanno cambiato il volto della città di Bassano e anche dei suoi abitanti. Pozzato ha scandagliato con passione e costanza una mole considerevole di documenti, di dispacci, di scritti per penetrare in profondità sulla cronologia dei fatti, sulla interconnessione degli avvenimenti  sovrapponendo al lento evolversi del destino  le speranze, le paure, le preoccupazioni, la disperazione della gente costretta dalla guerra ad un completo ridimensionamento della sua vita e delle sue abitudini. Pozzato non si limita alle grandi pennellate, ma scende al dettaglio, a tante storie, a volte anche personali, per costruire un affrersco il più possibile aderente alla realtà vissuta. Un libro da leggere e anche da meditare.